Ultimamente si sente parlare sempre più spesso della necessità per le federazioni di aumentare gli introiti, anche per via di spese sempre maggiori per aumentare e migliorare le proprie strutture sportive e organizzative. Questi temi non sono un problema solo di chi gestisce il rugby da una scrivania, ma hanno ripercussioni anche sul gioco in campo. Avevamo già trattato in parte il tema in un precedente articolo sui fondi di investimento nel rugby. In questo articolo entreremo nei bilanci delle federazioni Tier 1 per approfondire la parte relativa alle entrate, mentre in un prossimo articolo tratteremo la parte delle spese.

  1. La crescita record della federazione inglese
  2. Come guadagnano le federazioni?
    1. Le potenze europee e la spinta commerciale di Nuova Zelanda e Sudafrica
  3. L’impatto dei grandi eventi sui bilanci del rugby mondiale
  4. Il futuro del rugby mondiale: le prospettive economiche delle federazioni

La crescita record della federazione inglese

Le cifre espresse nell’articolo sono tutte in Euro. I tassi di cambi sono quelli di fine Aprile 2026 quando sono stati raccolti i dati: Sterlina/Euro: 1,15, Dollaro Neozelandese/Euro: 0,5, Dollaro Australiano/Euro: 0,61, Rand Sudafricano/Euro: 0,051, Dollaro USA/Euro: 0,85 (per il bilancio argentino).

La prima e più banale analisi che si può fare è quella della grandezza dei ricavi delle singole federazioni. In media, non si nota un grande divario tra le federazioni dell’emisfero nord e quelle dell’emisfero sud; al contrario, tra le dieci federazioni prese singolarmente, ci sono divari di fatturato molto ampi.

Inghilterra vs Argentina nelle Autumn Nations Series 2025: l’ultima sfida tra la federazione Tier 1 con il maggior fatturato e quella con il minore (Six Nations)

Il primo posto è occupato in maniera netta dalla RFU (Inghilterra) che nella stagione 2024/25 ha avuto ricavi per € 262 milioni, in aumento del 30% rispetto ai € 201 milioni del 2023/24. Se escludiamo l’exploit australiano, la seconda assoluta (e prima nell’emisfero sud) è la NZRU (Nuova Zelanda) con € 152 milioni di ricavi nel 2025. Agli ultimi due posti assoluti e nei rispettivi emisferi ci sono la FIR (Italia) con € 44 milioni e la UAR (Argentina) con soli € 17 milioni.

FEDERAZIONERICAVI 2025RICAVI 2024DIFFERENZA
RFU (Inghilterra)262,2 mil €201,5 mil €+30,1%
ARU (Australia)159,9 mil €77 mil €+107,7%
NZRU (Nuova Zelanda)152,1 mil €142,6 mil €+6,7%
FFR (Francia)133,6 mil €127 mil €+5%
WRU (Galles)122 mil €118,1 mil €+3,3%
SARU (Sud Africa)103,4 mil €79,1 mil €+29,6%
IRFU (Irlanda)96,4 mil €77,5 mil €+24,4%
SRU (Scozia)91,3 mil €85 mil €+7,4%
FIR (Italia)44 mil €
UAR (Argentina)17 mil €
Inghilterra, Irlanda, Francia, Galles e Scozia calcolano i loro bilanci sulla base dell’anno sportivo (dall’1 Luglio al 30 Giugno), le altre federazioni lo calcolano sulla base dell’anno solare (dall’1 Gennaio al 31 Dicembre). Alla data di pubblicazione dell’articolo l’Argentina non ha ancora pubblicato il bilancio definitivo relativo al 2025.

Come si può notare dalla tabella i ricavi delle federazioni Tier 1 sono tutti in aumento nell’ultimo anno. Quelli che saltano più all’occhio sono sicuramente i ricavi più che raddoppiati della federazione australiana e gli aumenti intorno al 30% di Inghilterra, Sud Africa e Irlanda.
Nei prossimi paragrafi andremo ad analizzare da dove arrivano i ricavi in generale e questi aumenti in particolare.

Come guadagnano le federazioni?

Ognuna delle dieci federazioni ha una struttura dei ricavi diversa dalle altre e ognuna suddivide o raggruppa le entrate in modo diverso.

La federazione inglese (RFU) raccoglie il 55% del suo fatturato da voci legate allo stadio di Twickenham, di proprietà della federazione e recentemente rinominato in Allianz Stadium. In primo luogo la voce hospitality che da sola raccoglie il 31% del fatturato totale, cifra a cui nessun’altra federazione mondiale si avvicina neanche lontanamente, oltre agli eventi legati alle partite casalinghe vengono organizzati anche tanti eventi aziendali e privati che slegano in parte le entrate dal numero di partite giocate. Discorso diverso per i biglietti che invece sono direttamente legati al numero di partite giocate e che quindi spingono la federazione ad organizzare il massimo numero di partite possibile a Twickenham: per questo motivo si può facilmente intuire l’importanza che avranno le finali del nuovo Nations Championship che verranno ospitate interamente all’Allianz Stadium. Per sottolineare ulteriormente l’importanza dello stadio di proprietà nel bilancio viene espressamente dichiarata l’intenzione di aumentare l’organizzazione di eventi extra sportivi come i concerti che adesso sono limitati dall’opposizione degli abitanti della zona.

Twickenham (o Allianz Stadium) è la fonte di circa la metà degli introiti della federazione inglese (Trip Advisor)

Le potenze europee e la spinta commerciale di Nuova Zelanda e Sudafrica

Irlanda, Galles e Scozia si avvicinano molto a questo modello con la maggioranza relativa delle entrate che arrivano dallo stadio di proprietà (per la federazione irlandese è al 50% con la federazione di calcio). Questo modello mostra però un problema strutturale di continuità dei ricavi soprattutto nell’anno del Mondiale. Le federazioni dell’emisfero sud “perdono” pochissimi test match casalinghi mentre quelle dell’emisfero nord ogni 4 anni non giocano completamente le partite casalinghe di Novembre. Per federazioni che danno così tanta importanza alle entrate del match day, questo si riflette molto sui bilanci: ad esempio passando dal 2023/24 (senza test match autunnali) al 2024/25 (pieno) la IRFU ha segnato un +14,6 milioni di euro alla voce International Rugby Income, la SRU +11,7 milioni di euro di biglietteria.

L’arrivo nel 2012 di uno sponsor sulla maglia degli All Blacks è stato uno shock nel mondo del rugby (Ama la maglia)

Un modello diametralmente opposto è quello della Nuova Zelanda. L’impatto delle entrate da match day (il bilancio neozelandese non distingue biglietti da hospitality) sono circa 1/10 di quelle inglesi e impattano solo per l’11% del fatturato totale. La parte più importante in questo caso sono gli sponsor che con € 71 milioni sono il 47% del totale: nessun’altra federazione si avvicina a queste cifre né in percentuale, né tanto meno a livello assoluto.

Il Sud Africa mostra una sorta di terza via con biglietti (e stadio in generale), diritti TV e sponsor che si dividono quasi equamente le entrate rispettivamente con il 23, 33 e 36% del totale. Resta comunque particolare la disparità tra il valore sportivo di una federazione che sta dominando il rugby mondiale da due cicli mondiali e il valore economico che, seppur in grande crescita, è ancora lontano da quello dei maggiori competitor.

La nazionale maschile sudafricana sta dominando il rugby mondiale da 7 anni (TNT Sport)

Piccolo accenno anche per l’Italia però con i dati relativi al 2024 (nda: la FIR ha pubblicato il bilancio consuntivo 2025 circa un’ora dopo la pubblicazione dell’articolo): come già accennato è la federazione europea Tier 1 con il fatturato di gran lunga minore. La struttura dei ricavi dipende, in modo simile alle altre federazioni europee, dagli introiti delle partite casalinghe, in questo caso soprattutto del Sei Nazioni. La particolarità del bilancio italiano è il peso di due voci che fino a qui non sono ancora state citate: finanziamenti pubblici (circa 8 milioni di € per il 19% del totale) e ricavi dalle competizioni di club/franchigia (4,6 milioni di € dallo URC pari a poco meno dell’11% del fatturato). Sono cifre che troviamo anche in altri bilanci, ma in quello italiano, visto il peso minore delle altre voci, hanno un peso molto maggiore rispetto ad altre federazioni.

L’impatto dei grandi eventi sui bilanci del rugby mondiale

Nel 2025 ci sono stati due grandi eventi nel rugby mondiale: la RWC Femminile di Agosto/Settembre in Inghilterra e il Tour dei British & Irish Lions di Luglio/Agosto in Australia.

Essendosi svolta tra Agosto e Settembre 2025 non si può ancora vedere a pieno l’impatto nel bilancio inglese della WRWC 2025 conclusa con il trionfo delle giocatrici di casa davanti ad un Twickenham tutto esaurito. Nel frattempo World Rugby ha pubblicato un report che può dare qualche indicazione anticipata: quasi 445.000 biglietti venduti con il primato assoluto della finale, 256 milioni di € stimati di impatto sull’economia britannica e un aumento di più del 300% delle ore di gioco guardate in TV rispetto al mondiale precedente. Tutto questo unito a nuovi sponsor legati alla nazionale femminile come LG che lasceranno il segno nel bilancio della federazione inglese nel lungo periodo.

La RWC femminile 2025 per l’Inghilterra è stata un grande successo sia sportivo che economico (The Guardian)

Come già detto nella tabella iniziale e come nel caso precedente della WRWC non possiamo ancora vedere gli effetti del Tour dei Lions nel bilancio delle Home Unions, ma possiamo vederne gli effetti dirompenti sul bilancio australiano e trarne qualche indicazione anche per le federazioni britanniche e irlandese.

A partire dal Tour in Sud Africa del 2021, Lions e paese ospitante hanno cambiato il modo in cui le entrate del Tour vengono divise tra le due entità. Prima del 2021 nazione ospitante e Lions erano in competizione per sponsor, diritti tv e altri introiti commerciali arrivando a danneggiarsi indirettamente a vicenda. A partire dal 2021 tutti gli introiti commerciali relativi ad entrambi i contendenti vengono convogliati in una joint venture di cui poi federazione ospitante e federazioni che compongono i Lions si dividono gli utili.

Il Tour dei Lions in Sud Africa del 2021 è stato uno spartiacque nella gestione degli introiti commerciali (Lions Rugby)

Quindi, grazie al Tour dei Lions il fatturato della federazione australiana è più che raddoppiato da 77 a 159,9 milioni di Euro. Le entrate da biglietteria e stadio in generale sono cresciute dai 19,9 milioni di Euro del 2024 agli 89,5 milioni del 2025 passando dall’essere il 26% del fatturato totale al 56% e gli introiti da sponsor sono raddoppiati da 16,3 a 33,8 milioni di Euro.

Il tour dei British & Irish Lions è un ottimo affare sia per il paese ospitante che per le federazioni che compongono i Lions (Independent)

Ovviamente i ricavi di un tour che una federazione dell’emisfero sud ospita ogni 12 anni non possono essere considerati ordinari e sicuramente dal 2026 le cifre torneranno ad essere più in linea con quelle precedenti. Questi ricavi però hanno dato una boccata d’ossigeno alle casse australiane e hanno permesso alla federazione di strutturare e vincere una doppia candidatura per ospitare il Mondiale maschile nel 2027 e quello femminile nel 2029 assicurandosi la possibilità di grandi introiti futuri sui quali programmare nuovi investimenti.

Il futuro del rugby mondiale: le prospettive economiche delle federazioni

Alla luce di quanto detto in questo articolo si possono leggere da un punto di vista meno sportivo e più economico due grandi eventi che vedremo nella seconda metà di quest’anno: il già citato Nations Championship e il Tour “stile Lions” della Nuova Zelanda in Sud Africa.

Il Nations Championship cambia di poco il calendario e si innesta nei Test Match estivi e autunnali modificandone però la sostanza: niente più test con nazionali di seconda fascia, ma solo partite con avversari di alto profilo che permetteranno di riempire gli stadi (magari alzando anche i prezzi di biglietti e hospitality), attirare nuovi sponsor e ricavare di più dalla vendita dei diritti televisivi. Se ciò sembra positivo per le squadre di tier1, che vedranno aumentare i propri introiti, non si può ignorare però che tutto questo avviene a discapito delle squadre di Tier2 e rischia di mettere a repentaglio la diffusione del rugby e l’innalzamento del livello degli avversari meno quotati.

Invece tra Agosto e Settembre gli All Blacks intraprenderanno un Tour in Sud Africa molto simile a quello dei Lions, ma anche ai tour leggendari che le nazionali giocavano prima dell’avvento del professionismo. Anche qui ovviamente l’interesse che possono portare quattro scontri consecutivi tra due storici rivali porterà un grandissimo interesse e di conseguenza grandi introiti tra biglietti, sponsor e diritti tv. A rimarcare l’importanza economica e non solo sportiva c’è il fatto che l’ultimo test verrà giocato negli Stati Uniti. Anche in questo caso, oltre alle note positive, c’è il rovescio della medaglia di un Rugby Champioship molto ridimensionato con Australia e Argentina “lasciate indietro”.

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