Questo weekend si alza il sipario sulla nuova stagione dello United Rugby Championship, che verrà inaugurata venerdì sera proprio dalla Benetton Rugby che torna in campo per il primo banco di prova ufficiale della sua annata. Un debutto che porta con sé curiosità, attese e immancabilmente un po’ di scetticismo.

Il cambio alla guida principale con l’arrivo di Wayne Pivac rappresenta la novità più vistosa, ma è la composizione complessiva dello staff di campo a delineare la reale identità tattica della squadra per il nuovo ciclo. Per questo, quando è stato annunciato come allenatore della difesa Pete Wilkins – reduce dalle esperienze come Attack Coach e Head Coach al Connacht – mi sono chiesta se non fosse una scelta singolare, forse anche un po’ in controtendenza.

Prima di capire se il campo confermerà o smentirà i dubbi, ha senso analizzare nel dettaglio come sono stati distribuiti i compiti tra Pivac, Wilkins, Patchell, Costanzo e Senekal. Guardare ai loro percorsi e alle loro caratteristiche ci permetterà forse di cogliere il disegno tattico della Benetton, individuando i punti di forza, ma anche dove risiedono le scommesse di questo nuovo corso e le inevitabili sfide della stagione.

Pete Wilkins (BBC Sport)

Lo staff tecnico della Benetton

Wayne Pivac (Head Coach)

L’arrivo di Wayne Pivac alla guida del Benetton marca una netta discontinuità filosofica rispetto al recente passato. Se il quadriennio targato Marco Bortolami (2021-2025) e il successivo anno di transizione sotto Calum MacRae (2025/26) avevano improntato la squadra a un modello di matrice anglosassone e continentale, fatto di occupazione territoriale, forte impatto collisionale e disciplina nelle fasi statiche, con il tecnico neozelandese Treviso torna a sposare la scuola di Aotearoa: lettura degli spazi, velocità di esecuzione e libertà di scelta per gli atleti in campo.

Come ha raccontato lo stesso Pivac nell’intervista concessa a Matteo Schiavinato per Carborugby, l’idea di un gioco espansivo non significa rinunciare alla solidità del pacchetto. Il principio cardine della sua filosofia resta l’abc della palla ovale: per attaccare con velocità e “finesse”, serve una fonte di palloni puliti e dominanti da mischia e touche.
In trent’anni di carriera, segnati dai titoli provinciali con Auckland, dall’esperienza alle Figi, dallo storico trionfo in Pro12 con gli Scarlets nel 2017 fino alla vittoria del Sei Nazioni 2021 con il Galles, Pivac ha affinato una gestione del gruppo fortemente incentrata sulle relazioni umane (“people first”). I quindici anni trascorsi nella Polizia neozelandese gli hanno insegnato a prendere decisioni rapide in contesti complessi e a gestire personalità differenti all’interno di un collettivo.
Nel nuovo assetto di Treviso, il suo ruolo non vuole essere quello di un allenatore-microgestore orientato ai soli dati statistici. Pivac ha impostato la panchina dividendo il campo per competenze verticali ben definite, riservando per sé la regia della cultura di squadra, la gestione dei giovani talenti e il coordinamento generale tra le due fasi di gioco.

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Wayne Pivac (Benetton Rugby)

Pete Wilkins (Allenatore della Difesa)

L’assegnazione a Wilkins della guida esclusiva della difesa rappresenta uno degli avvicendamenti interni più significativi del nuovo corso.

Arrivato a Treviso nel 2025 con l’incarico di curare l’attacco sotto la gestione di Calum MacRae, il tecnico inglese vive al suo secondo anno in biancoverde un riposizionamento che lo riporta alla sua mansione d’origine. La percezione di Wilkins come allenatore eminentemente “offensivo” – legata al periodo da Senior Coach ed Head Coach al Connacht e avvalorata dalla chiamata nello staff di Andy Farrell per il tour dell’Irlanda in Nuova Zelanda nel 2022 – rischia infatti di far passare in secondo piano un dato di fatto: la sua carriera ad alto livello si è costruita su un decennio di lavoro specifico sulla difesa.

Prima di assumere la responsabilità dell’attacco a Galway, Wilkins è stato lo specialista della fase difensiva ai Queensland Reds nel Super Rugby, ad Edimburgo tra il 2015 e il 2017 e al Connacht per quattro stagioni, dal 2017 al 2021. L’affidamento della difesa del Benetton – reparto che nel 2025/26 vedeva MacRae operare direttamente affiancato dallo stesso Wilkins – risponde dunque a una precisa razionalità: inserire un tecnico che possiede la conoscenza diretta dei sistemi d’attacco moderni dello URC per organizzare la struttura di contenimento e la pressione difensiva.

Uscito dalle pressioni amministrative della gestione da Head Coach a Galway, Wilkins torna a ricoprire un ruolo specialistico di campo. La vera sfida per il Benetton sarà verificare se la sua doppia lettura del gioco saprà tradursi in un’organizzazione difensiva solida ed efficace fin dalle prime uscite stagionali.

Pete Wilkins (Seb Daly/SPORTSFILE)

Rhys Patchell (Allenatore dell’Attacco)

Se la riallocazione di Pete Wilkins rappresenta un ritorno alle origini, la nomina di Rhys Patchell alla guida dell’attacco costituisce la vera e propria scommessa del nuovo corso biancoverde. A soli trentadue anni, l’ex mediano d’apertura della Nazionale gallese compie un salto diretto dal campo alla panchina, assumendo per la prima volta la responsabilità esclusiva del reparto offensivo in un club di prima fascia dello URC.

Nel ruolo di Attack Coach, Patchell raccoglie un testimone che a Treviso ha visto una forte rotazione negli ultimi anni: Andrea Masi tra il 2021 e il 2023, Alessandro Troncon nel biennio successivo (prima del suo riposizionamento nel 2025 alla direzione del settore giovanile), fino ad arrivare alla gestione recente dello stesso Pete Wilkins. L’ingaggio di Patchell risponde a un’esplicita richiesta di Wayne Pivac. Tra i due esiste una sintonia tattica e personale consolidata negli anni agli Scarlets (con la vittoria del Pro12 nel 2017), nella Nazionale gallese e nell’esperienza in Giappone ai NEC Green Rockets, dove Patchell ha iniziato a muovere i primi passi da giocatore-allenatore curando proprio i trequarti e la struttura d’attacco.
Le caratteristiche del Patchell allenatore riflettono direttamente le qualità del Patchell giocatore: lettura immediata della linea difensiva, attaccamento del corridoio interno e velocità nel riciclo del pallone. Dopo l’annuncio del ritiro dal giocato e una breve parentesi come consulente del gioco al piede ai Dragons e nello staff del Galles, l’approdo a Treviso rappresenta un banco di prova di prim’ordine.

L’incognita principale risiede nella sua inesperienza gestionale a questi livelli. Tuttavia, la presenza di Pivac come supervisore e la condivisione di un linguaggio tattico comune riducono i tempi di apprendimento, offrendo ai trequarti biancoverdi una guida fresca di campo e capace di trasmettere direttamente i principi del gioco d’evasione.

Rhys Patchell (BBC Sports)

Salvatore Costanzo (Allenatore della Mischia)

Se nelle fasi d’attacco e di difesa si registrano novità ed evoluzioni tattiche, la guida della mischia chiusa garantisce al Benetton un elemento di continuità. Entrato nello staff biancoverde nel 2025, Salvatore Costanzo affronta la sua seconda stagione consecutiva come Scrum Coach, confermandosi un punto fermo nel passaggio di consegne tra la gestione precedente e l’era Pivac.

L’inserimento di Costanzo nel 2025 ha segnato un momento di svolta storico per il club. Il tecnico campano ha infatti raccolto l’eredità di Fabio Ongaro, rimasto alla guida della prima linea trevigiana per nove stagioni consecutive (dal 2016 al 2025). Avvicendarsi a una figura così longeva richiedeva competenze tecniche specifiche ma anche una profonda conoscenza delle dinamiche del rugby italiano.

Il profilo di Costanzo poggia su basi solide: dieci scudetti vinti da pilone tra Treviso e Calvisano – recordman assoluto del campionato italiano – e una formazione da allenatore costruita sul campo attraverso la gavetta a Mogliano, prima come responsabile degli avanti e poi come Head Coach in Serie A Elite.

Nel contesto del nuovo staff, la presenza di Costanzo risponde a una duplice esigenza: mantenere l’aggressività e la disciplina della mischia chiusa (piattaforma indispensabile per consentire il gioco di movimento e di lettura impostato da Pivac e Patchell) e preservare un’identità e una cultura di club condivisa, affiancando figure come Andrea Marcato nel raccordo tra prima squadra e struttura societaria.

Salvatore Costanzo (Mogliano Rugby)

Dewald Senekal (Allenatore della Touche e Breakdown)

A completare il lavoro sugli avanti al fianco di Salvatore Costanzo c’è Dewald Senekal, confermato alla guida della rimessa laterale, del breakdown e dell’area di contatto. Arrivato a Treviso nell’estate 2024 e rinnovato fino al 2026 (con opzione al 2028), il tecnico sudafricano garantisce la continuità su una piattaforma di conquista fondamentale, rientrando a pieno regime a Treviso dopo l’incarico stagionale svolto nei primi mesi del 2025 in Major League Rugby con i New England Free Jacks.

Il profilo di Senekal è tra i più singolari del panorama internazionale. Giocatore di cricket professionistico fino all’età di 23 anni e approdato al rugby soltanto a 24, con una carriera da seconda linea e numero otto sviluppata tra le franchigie di Super Rugby (Cheetahs, Lions) e oltre cento presenze nel Top 14 francese (Toulon, Agen, Bayonne), Senekal ha portato nella palla ovale un imprinting cognitivo fortemente influenzato dal cricket, basato sulla decodifica dei dettagli visivi e sul calcolo delle probabilità.

Questa forma mentis ha trovato espressione nell’ideazione del “Poker Face”, un sistema difensivo in touche basato su bluff d’allineamento e “parole trigger” pronunciate un istante prima del lancio per modificare la posizione dei saltatori e disorientare l’attacco avversario. L’impatto di questo metodo è misurabile dai dati della sua esperienza al Connacht: nella stagione 2022/23 la provincia irlandese ha dominato lo URC chiudendo al primo posto con 70 rimesse laterali rubate.

Nel dispositivo di Pivac, la presenza di Senekal assicura che il lavoro d’avanti mantenga un’impostazione collaudata. La capacità di garantire palloni veloci in fase di conquista e di disturbare le fonti di gioco avversarie rappresenta la premessa tattica indispensabile affinché le idee d’attacco di Pivac e Patchell possano trovare riscontro pratico sul campo.

Dewald Senekal (Instagram)

Cosa aspettarci dalla Benetton la prossima stagione

Mettere insieme cinque percorsi professionali di livello non garantisce automaticamente il funzionamento di una squadra. Senza cedere a previsioni affrettate, l’efficacia della nuova panchina del Benetton dipenderà da come questi cinque tasselli sapranno integrarsi sul campo, affrontando le incognite strutturali che ogni cambio di ciclo porta con sé.

L’integrazione tra le fasi di gioco

La prima verifica riguarderà il raccordo tra la conquista e il gioco di movimento. Il modello espansivo e ad alta velocità promosso da Wayne Pivac e Rhys Patchell non può prescindere dalla qualità e dai tempi del pallone garantiti dagli avanti. Se la mischia di Salvatore Costanzo e la touche di Dewald Senekal sapranno assicurare piattaforme stabili e palloni veloci al breakdown, l’attacco di Patchell potrà esprimere il proprio potenziale. Al contrario, di fronte a conquiste lente o farraginose, il gioco di lettura rischia di trasformarsi in possesso sterile. Parallelamente, l’organizzazione difensiva affidata a Pete Wilkins dovrà garantire non solo tenuta fisica, ma la capacità di provocare palle recuperate in avanzamento, innescando le ripartenze dei trequarti.

(Courtesy of Tribuna di Treviso)

Le incognite e le scommesse sui ruoli

Il punto di maggiore discontinuità risiede nelle due scommesse gestionali del club:

  1. L’esordio di Patchell: la transizione diretta dal campo alla lavagna tattica come responsabile unico dell’attacco rappresenta un salto privo di paracadute in un torneo complesso come lo URC. Se la sua comprensione del gioco da mediano d’apertura è fuori discussione, la gestione della pianificazione settimanale e la tenuta nei momenti di pressione costituiscono un banco di prova inedito.
  2. Il riadattamento di Wilkins: il ritorno alla guida esclusiva della difesa dopo stagioni trascorse tra la gestione dell’attacco e il ruolo di Head Coach al Connacht richiede un riassestamento metodologico. Sintonizzare i meccanismi difensivi del Benetton sulle sue idee operative chiederà tempo e applicazione rigorosa.
Benetton Rugby v. Glasgow Warrior (Courtesy of La Ghirada)

Affinità, continuità e cultura di club

A bilanciare queste incognite intervengono fattori di stabilità precisi. L’asse tra Pivac e Patchell offre una garanzia di coesione tattica immediata, fondata su anni di lavoro comune tra Scarlets, Galles e Giappone. Allo stesso tempo, la permanenza di Costanzo e Senekal evita azzeramenti nel reparto degli avanti, preservando gli automatismi costruiti nella scorsa stagione. A questo si aggiunge la continuità nel sistema societario di altre figure di riferimento come Andrea Marcato (passato al ruolo di Head of Recruitment dopo l’esperienza da skills e transition coach), Alessandro Troncon (al settore giovanile e coordinamento dei mediani) e Federico Zani (nel ruolo di Kit Man), utili a garantire che l’apertura internazionale dello staff mantenga un saldo legame con la cultura del club.

(Courtesy of La Repubblica)

Conclusione

L’assetto tecnico con cui il Benetton si affaccia alla nuova stagione dello URC non è dunque un semplice avvicendamento di nomi, ma la sintesi di un disegno ben preciso. Da un lato c’è l’apertura a un bagaglio d’esperienze internazionali di alto livello rappresentato dalla visione d’attacco di Wayne Pivac, dalle competenze tattiche di Pete Wilkins e dall’energia di Rhys Patchell. Dall’altro la scelta di preservare la solida identità del pacchetto attraverso il lavoro di Salvatore Costanzo e Dewald Senekal.

Se questo incastro saprà tradursi in prestazioni solide e consistenti lo dirà soltanto il campo, a partire dal primo test di venerdì sera. Ai lettori di Carborugby non resta che osservare questo esordio con occhio analitico. Al di là del punteggio finale sul tabellone, le risposte più trasparenti arriveranno dai dettagli: dalla velocità con cui la linea difensiva salirà a pressare, dalla qualità dei palloni distribuiti al breakdown e dalla lucidità delle scelte d’attacco nel momento in cui il ritmo di gioco si alzerà.

E voi cosa ne pensate di questo incastro in panchina? Quali sono le vostre aspettative per il debutto di venerdì? Ditecelo nei commenti e fateci sapere se vi andrebbe un focus analitico simile anche sullo staff delle Zebre o sulle altre figure chiave del club.

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