Il 19 Novembre, a Genova, l’Italia si troverà davanti il Sud Africa per l’ultimo test match internazionale della finestra di Novembre. È impossibile che la mente non torni indietro a quel 19 Novembre 2016, esattamente 6 anni fa, in cui a Firenze gli azzurri compirono l’impresa battendo per 20-18 un Sud Africa sottotono ma pieno zeppo di campioni. Quel Sudafrica era allenato da Allister Coetzee, fino a pochi giorni fa coach di Rovigo, e vedeva in campo giocatori come Vincent Koch, Bryan Habana, Damian De Allende, Willie Le Roux e Lood De Jaeger, quasi tutti ancora fondamentali nel gruppo Springboks di oggi (Habana a parte). In panchina avevano giocatori di calibro internazionale come Kitshoff, De Klerk, Nyakane, Mbonambi, e Mostert, anch’essi ancora nel gruppo nazionale oggigiorno. Da quel giorno la squadra italiana è invece cambiata quasi totalmente, con i soli Padovani, Fuser, Allan e Ferrari ad essere ancora nel giro della nazionale (qui le formazioni di quel 19/11/2016). Ciò che non è cambiato è, ovviamente, il rapporto di forza fra le due squadre. I campioni del mondo restano i campioni del mondo, la profondità della rosa sudafricana è imbarazzante per una nazione come l’Italia che la profondità la sta scoprendo questi giorni per la prima volta. Proprio a Firenze la settimana scorsa l’Italia ha nuovamente scritto la storia battendo l’Australia in un rocambolesco 28-27 che ha portato gli azzurri sulla prima pagina di molti quotidiani italiani e stranieri. Nella stessa giornata, il Sud Africa ha perso per 30-26 una partita rabbiosa e ricca di cartellini contro la Francia, perdendo dunque il secondo test su due di questo Novembre. Cosa ci aspetta per questa sfida?

Marco Fuser celebra la vittoria contro il Sudafrica nel 2016 mentre nello sfondo è visibile lo sgomento di Faf De Klerk.

Come stanno loro

Alla prima partita dei test match autunnali, il Sud Africa ha affrontato l’Irlanda all’Aviva Stadium di Dublino. È stata una partita estremamente fisica giocata in apnea, incentrata sulla battaglia tattica e il non concedere assolutamente nulla all’avversario. La partita è finita 19-16 per l’Irlanda, una vittoria che conferma il primo posto irlandese nel ranking mondiale. Il Sudafrica ha giocato senza Handré Pollard, infortunato, con Damian Willemse costretto a farne le veci con ben poco rugby di livello nelle gambe. Le opzioni al numero 10 non mancano agli Springboks, ma quest’anno sia Pollard che Elton Jantjies sono indisponibili per la finestra di novembre, chi per infortunio chi per motivi extra-sportivi. Nienaber ed Erasmus hanno portato in squadra anche Manie Libbok, meno esperto, e avrebbero potuto pensare anche al ragazzo-prodigio Jordan Hendrikse, ma per l’Irlanda hanno preferito affidarsi al più esperto Willemse che però non sembra avere la lucidità tattica di un atleta che gioca tutte le settimane. Costretti ad una partita senza un’opzione affidabile al piede per risalire il campo, i sudafricani hanno finito per farsi mangiare dalla riaggressione irlandese sui punti di incontro, non riuscendo a recuperare prima del fischio finale. Nel secondo test contro la Francia, avversario di assoluto spessore, i sudafricani hanno perso di nuovo con un punteggio risicato, 30-26. Il risultato è difficile da giudicare sul piano tattico visto che il Sud Africa ha giocato in 14 uomini per gran parte del match, e ha perfino concluso in 13. Dal canto suo, la Francia ha giocato un terzo di partita in 14 per l’espulsione di Antoine Dupont dopo l’entrata in aria su Cheslin Kolbe. Nel complesso, però, quello che arriva in Italia è un Sud Africa ferito, agguerrito, e in cerca di rivincita dopo due test persi e molte polemiche. Per questa partita portano una formazione zeppa di talento e una panchina da far impallidire Carlo Conti, ma effettuano notevoli cambi nel tight five, cambiando l’intera seconda linea e mettendo Mostert in terza. L’Italia, in questo senso, rischia di fare da vittima sacrificale e deve capire come proteggersi e dove colpire.

Eben Etzebeth porta palla nella sfida contro l’Irlanda. Fonte: The Irish Sun

Come stiamo noi

L’Italia arriva alla partita col Sudafrica in tutt’altro spirito. Forti di 2 vittorie su 2 nei test autunnali, e di 5 vittorie su 6 nelle ultime 6 partite, arriviamo a questa sfida consapevoli che siamo capaci di imprese importanti se ci crediamo fino in fondo e non facciamo errori stupidi. C’è un dato che è emerso dalle due partite dell’Italia in autunno: siamo per distacco la squadra più veloce nel riciclo del pallone in ruck. Contro l’Australia, l’85.1% delle ruck sono state inferiori ai 3 secondi, una statistica che ha dell’incredibile considerando che la seconda squadra per ruck speed è l’Irlanda con 74.1%. Siamo, dunque, una squadra capace di impostare il gioco molto velocemente se le viene data l’opportunità. Sempre contro l’Australia, ha colpito l’elevato numero di placcaggi dominanti (a portare indietro l’incursore) effettuati dall’Italia: ben 18, contro i 5 dell’Australia (qui i dati). Contro la Francia, il Sudafrica ne ha effettuati 12, in una partita ultra-fisica, il che testimonia l’eccezionalità del dato nel match degli azzurri. Il gioco espresso dall’Italia in questi due test è arioso, veloce, molto “da Super Rugby Aotearoa” per l’uso che viene fatto delle skills fondamentali e delle terze linee negli inserimenti. Giocatori come Lamaro hanno avuto modo di mostrare abilità offensive nel controllo palla che finora non avevamo potuto apprezzare appieno, visto l’uso del giocatore principalmente in fase di sfondamento. L’Italia, insomma, sta provando a trovare una sua identità rugbistica che valorizzi al meglio i talenti in rosa, e per ora ha funzionato.

Un esempio del ball handling di cui parlo sopra: le due mete di Ange Capuozzo sono frutto di azioni corali con tanti passaggi, anche all’ultimo momento, per aprire la fisarmonica della difesa e trovare uno spazio fra le maglie.

Ultimi scontri con l’Italia

L’ultimo scontro fra Italia e Sud Africa è stato quello del mondiale 2019 in Giappone: finì 49-3 per i sudafricani, partita condita dal rosso per Lovotti per quel fallo che fece il giro del mondo. Quattro gli scontri negli ultimi dieci anni: il 49-3 del mondiale (2019), il 6-35 a Novembre 2017, il 20-18 per gli azzurri a Novembre 2016, e il 6-22 per gli Sprinboks nel 2014. Ai più vetusti verrà in mente il tour in Sudafrica del 1999 in cui l’Italia di Georges Coste perse 4 partite in maniera inquietante, nell’anno che anticipava l’ingresso nel 6 Nazioni. Fra queste, anche la peggior sconfitta di sempre dell’Italia nel panorama rugbistico internazionale: a Durban, il 19 Giugno 1999, gli azzurri persero per 101-0, fra mille polemiche per la gestione di quel tour. Nonostante queste roboanti sconfitte, il Sudafrica è comunque una nazionale che conosciamo meglio di altre, grazie all’elevato numero di sudafricani che militano e hanno militato in Italia, e al grande influsso che hanno avuto sul nostro rugby. Sebbene si parta sempre totalmente sfavoriti, è proprio contro di loro che siamo stati capaci di prestazioni fuori dal normale, come appunto quella del 19 Novembre 2016. Dopo aver vinto contro l’Australia, poi, sognare è lecito.

La partita integrale del 2016 su YouTube.

Cinque top players

Fra i tantissimi atleti che compongono la selezione sudafricana, abbiamo deciso di stilare una lista dei cinque atleti che a noi sembrano più pericolosi per la partita di sabato. La formazione del Sudafrica è già uscita, e vede nomi come Faf De Klerk, Damian de Allende, Willie Le Roux e tanti altri nomi temibili. È stato, in effetti, molto difficile scegliere cinque nomi in quanto almeno dieci meriterebbero di sedere in questa lista. Andiamo con ordine.

EBEN ETZEBETH

31 anni
122 kg x 203 cm
seconda linea
cell c sharks
link dati

Benché parta dalla panchina contro l’Italia per necessario turnover di rosa, Etzebeth è una delle superstar del rugby mondiale. Ben 88 caps con gli Springboks, ai quali si affianca una grande esperienza di club con DHL Stormers, Tolone, e ora Cell C Sharks. Si tratta di uno dei giocatori più dominanti fisicamente che ci sia nel panorama rugbistico. Una seconda linea feroce, aggressiva e rocciosa nonché un ball carrier di tutto rispetto. È quasi sicuro che entrerà in campo a un certo punto del match, e quando ciò avverrà, troverà un’Italia più stanca che non nel primo tempo. Sarà interessante la sfida con Ruzza nelle rimesse laterali, una vera e propria sfida a scacchi fra due giocatori duri ma dall’elevato QI rugbistico. Il punto debole di Etzebeth, se mai ce n’è uno, è la testa: più volte commette un fallo di troppo, a volte di frustrazione, arrivando a prendersi qualche richiamo o cartellino, e ha la tendenza a iniziare la rissa in campo. La partita sarà arbitrata da Matthew Carley, che come detto ad esempio dal Barba Ovale, è un arbitro molto attento ai breakdown. Su questo aspetto potrebbe decidersi la partita: il Sud Africa forza molto i punti di incontro, per propria filosofia rugbistica, ma questo porterà inevitabilmente gli Springboks a commettere alcune infrazioni che l’arbitro potrebbe punire con più attenzione di altri arbitri. Fra i sudafricani, è forse Etzebeth il principale indiziato a commettere questo tipo di infrazioni.

Eben Etzebeth. Fonte: SA Rugby Magazine

JASPER WIESE

27 anni
110 kg x 189 cm
numero 8
leicester tigers
link dati

Come abbiamo scritto anche noi di recente in questo articolo, la maglia numero 8 degli Sprinboks è ben ancorata sulle spalle di questo giocatore in forza ai Leicester Tigers. Sono 19 i caps con gli Sprinboks per Wiese, che è un numero 8 di sostanza capacissimo nel jackal e nel portare palla. Come per Eben Etzebeth, anche Wiese ha un po’ la tendenza a commettere qualche fallo di troppo, ma nel complesso resta una delle terze linee più temibili al mondo. Jasper Wiese non teme alcuna collisione, ed è spesso quello che ne esce in piedi. Nel suo caso, sarà interessante vedere come i flanker italiani riusciranno a mettergli freno. Se dovessimo schierare sia Zuliani che Lamaro, sarà una bella battaglia fra terze linee prone al placcaggio avanzante. Il rischio per l’Italia è che, dovendo arginare un giocatore così dirompente, si aprano spazi per gli altri giocatori per attaccarci. Nienaber ha preparato una terza linea estremamente grossa per la partita con gli azzurri, composta dal capitano Siya Kolisi, da Franco Mostert (normalmente seconda linea), e da Jasper Wiese. Si tratta di tre nomi spaventosi che dovremo saper frenare senza cedere nell’urto.

Jasper Wiese. Fonte: PlanetRugby

OX NCHÉ

27 anni
117 kg x 175 cm
pilone
cell c sharks
link dati

Potrà risultare strano che venga incluso Nché, quando il Sudafrica in prima linea dispone di Malherbe, Kitshoff, Mbonambi, Marx, e Koch. Ox Nché è forse il nome meno altisonante dei sei, ma viene da un’ottima stagione nella quale ha collezionato 6 presenze con gli Springboks e 13 con il suo club (i Cell C Sharks di Durban). In questa Autumn Nations Series, Nché ha giocato sia contro l’Irlanda che contro la Francia, in entrambi i casi dalla panchina. Gli viene data una chance da titolare ed è difficile pensare che intenda sprecarla contro una squadra che farà più fatica di altre a resistere alle sue cariche. Ox Nché è uno di quei piloni moderni dotati di grande mobilità a dispetto del peso, fatto della stessa pasta dei Tomas Gallo e degli Ellis Genge del mondo. “A chubby kid who could run a bit”, si auto-definisce Nché in quest’intervista, era un appassionato di calcio che non aveva mai pensato di giocare a rugby da ragazzino. Curiosamente, a differenza di tanti che lo hanno pensato e sognato, lui è anche diventato un giocatore internazionale con la maglia del suo paese, una delle più difficili da ottenere in tutto il panorama internazionale.

Ox Nché. Fonte: South African

MALCOLM MARX

28 anni
119 kg x 188 cm
tallonatore
kubota spears
link dati

Marx è un tallonatore completo. Lancia bene, attacco lo spazio, placca duro, resiste in mischia, è veloce ma anche intelligente, insomma le ha tutte. Viene spesso usato come impact player avendo a disposizione anche tallonatori come Bongi Mbonambi, come anche per la partita contro l’Italia, ma il suo talento è indiscusso a prescindere da quanto giochi. Il motivo per cui viene incluso lui in questa lista e non Mbonambi è che potrebbe porre un grosso problema all’Italia entrando nel secondo tempo, quando il livello tecnico della formazione italiana si abbasserà a causa dei cambi, e quello dei sudafricani meno. Jamie George, tallonatore dell’Inghilterra, lo definisce il miglior tallonatore del mondo. E a ragione: a parte la tecnica e la tattica, stiamo parlando di un giocatore così forte fisicamente da riuscire a tenere in aria Pietr Steph Du Toit per evitargli la caduta di testa da una rimessa. Surreale.

Un insanguinato Malcolm Marx parla con Eben Etzebeth. Fonte: Sky Sports

CHESLIN KOLBE

29 anni
80 kg x 171 cm
ala/estremo
tolone
link dati

Cheslin Kolbe è un’ala rapida e ficcante che milita nel Tolone assieme al nostro Sergio Parisse. Nell’ultima partita contro la Francia è stato vittima di un’entrataccia in aria (involontaria) di Antoine Dupont, che per poco non gli costa l’osso del collo (qui). Non ha però dato alcun segno di concussion ed è dunque stato schierato nei 15 titolari del Sudafrica per la partita di Genova. Non è un giocatore enorme, ma è molto rapido e intelligente, cosa che ne ha definito la carriera da quando era giovane e circondato da un ambiente criminale, fino a quando è stato eletto Players’ player of the year nel 2021. Avete presente i ragazzini che giocano a calcio per strada? A Cape Town dove è cresciuto Kolbe si gioca a rugby per strada, e non sempre è touch. È indubbio che darà molto lavoro da fare, in particolare a Monty Ioane che si scontrerà con lui sulla fascia, e dovremo essere bravi a evitare che gli arrivi il pallone, prima ancora che a fermarlo.

Cheslin Kolbe in fuga fra gli All Blacks. Fonte: SA Rugby Magazine

Quando e dove

La partita andrà in scena a Genova, Stadio Luigi Ferraris (Marassi), il 19 Novembre 2022 alle 14:00. Si tratta di uno stadio storico del calcio italiano, la casa di Genoa e Sampdoria, che sà essere caldissimo e tosto. Il pubblico è vicino, le gradinate ripide, la luce naturale non tantissima: una squadra ospite a Marassi si sente sempre un pochino schiacciata e osservata, senza troppo spazio per respirare. A giudicare da chi sta provando a prendere un biglietto in extremis, lo stadio sembra essere già bello pieno, e dobbiamo dunque sperare che sia un altro sold out con atmosfera da paura. La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport e su Now TV, nonché in chiaro su TV8, dove già il rugby ha fatto registrare buoni ascolti negli ultimi due test match. È una sfida impossibile, ma come ha detto il nostro pilone Pietro Ceccarelli su instagram, “impossible is not Italian”.

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