La sconfitta contro Tolone in Challenge Cup e quella contro i Bulls in URC hanno bruciato molto. Segno, questo, di una squadra e una tifoseria che non ci sta ad essere relegata ai bassifondi della classifica e trattata con accondiscendenza dalle big del campionato. Queste due sconfitte ci mettono però di fronte alle inevitabili domande che ogni anno una società deve farsi: abbiamo raggiunto i nostri obbiettivi? Dove possiamo migliorare? I playoff di URC sono ormai matematicamente impossibili da raggiungere proprio grazie alla sconfitta contro i Bulls che occupano l’ottavo ed ultimo posto disponibile. La stagione è, dunque, conclusa per quanto riguarda le ambizioni biancoverdi e la lista dei convocati da Bortolami per il mini-tour sudafricano lo dimostra. La lista dei titolari per la partita contro i Bulls sapeva già di sperimentale, con Michele Lamaro in panchina e Lorenzo Cannone titolare con la 8. Si è, dunque, già iniziato a lavorare per la prossima stagione provando alcune rotazioni ed alcuni giocatori. Nelle prossime partite con i Lions a Johannesburg, con Cardiff a Treviso, e con le Zebre sempre nel nostro stadio, si vedranno dunque con ogni probabilità nuovi esperimenti. In questo articolo, dunque, cercherò di fare il punto sulla situazione in casa-Benetton parlando della stagione che è stata ma, soprattutto, di quella che sarà.

Gli highlights dello scontro fra Tolone e Treviso in Challenge Cup.

Il Sei Nazioni ha pesato molto sulla stagione

A fine gennaio 2022, in vista del Sei Nazioni ben 23 atleti biancoverdi lasciavano la Ghirada per recarsi al raduno della Nazionale italiana in vista dell’imminente torneo. Avere così tanti atleti convocati in Nazionale ci rende ovviamente orgogliosi ma ha seriamente compromesso le ambizioni del club. Sono ben 5 le partite affette dalla carenza di giocatori causa nazionale: Dragons (D, 13-13), Glasgow (L, 13-3), Sharks (L, 7-29), Leinster (L, 17-61), Munster (L, 51-22). Solo due punti in cinque partite sono troppo poco per una squadra che punta a giocarsela per i playoff. Inoltre, lo URC doveva essere un tentativo di sincronizzare i calendari di club e internazionali per le cinque nazioni partecipanti al torneo, la pandemia però ha scombussolato tutto per il terzo febbraio di fila, costringendo molte squadre a recuperare partite durante la finestra internazionale di Febbraio/Marzo. Nel nostro caso, si è trattato del recupero con gli Sharks. L’idea iniziale dello URC era quella di avere soltanto due partite di club durante il 6 Nazioni, nei weekend di riposo. Le partite sono diventate quattro, che unite all’ultimo turno prima del 6N e al primo turno dopo il torneo si sono tramutate in cinque sconfitte e un pareggio. Queste sconfitte sono figlie di una disparità tecnica incolmabile nel momento in cui 23 membri della squadra devono fare le valigie per un mese e mezzo. Questo problema ha colpito anche altre squadre: le seconde per atleti convocati sono Leinster e Glasgow (18), seguite da Edimburgo (16), e poi Munster, Tolosa e Zebre (10). Al contrario di noi, sia Glasgow che Leinster hanno portato a casa 4 vittorie e 2 sconfitte durante il 6 Nazioni, segno che da quelle parti si lavora molto bene in termini di profondità della rosa. Il 17-61 subito dal Benetton in casa contro Leinster ne è la prova: men versus boys, non c’è mai stata partita. Beninteso, non è colpa di Treviso ma di un sistema che non è riuscito a creare due squadre capaci di contribuire equamente alla Nazionale, sia in termini di numeri che in termini di valore dei giocatori, come ad esempio nel caso della Scozia. Edimburgo, invece, ha collezionato 2 vittorie e 4 sconfitte. A inizio stagione molti esperti avevano menzionato il rischio di un calendario così serrato fra Challenge, Champions, URC e Sei Nazioni. Nella prossima stagione, a prescindere dai residui di pandemia, si dovrà lavorare molto per sincronizzare meglio i calendari anche in vista degli ormai immancabili rinvii. Sarà, inoltre, interessante vedere come prenderà forma l’academy U23 del Benetton Treviso di cui tanto si parla.

I convocati dell’Italia per questo Sei Nazioni 2022. Ben 23 gli atleti del Benetton Rugby.

Avanti potenti, ma che difficoltà in mischia ordinata

Il mercato effettuato nella seconda parte della stagione scorsa aveva fatto ben sperare con gli arrivi di Corniel Els, Nahuel Tetaz Chaparro e Carl Wegner a rimpiazzare i partenti Marco Riccioni e Eli Snyman. La prima linea ha però sofferto molto in tante partite, e Chaparro non è riuscito a contribuire a sufficienza, anche complice un infortunio che lo ha visto saltare dal quinto al nono turno di URC (cinque partite). Con lui anche Tomas Gallo ha subito diversi stop, saltando i primi quattro turni di campionato e faticando a trovare continuità. Quella che verosimilmente sarebbe stata la prima linea titolare a marca Pumas, ossia Gallo e Chaparro, ha giocato per la prima volta contro i Dragons nel pareggio finito 13-13 di fine Gennaio. Nel ruolo di tallonatore, l’arrivo di Els ha invece portato una certa dose di sostanza sia in touche che nelle driving maul, un acquisto azzeccato. C’è inoltre da menzionare Giacomo Nicotera: il tallonatore triestino, precedentemente solo permit player, si è affermato riuscendo a ritagliarsi spazi importanti (circa 400′ in maglia Benetton e 100′ in azzurro, condite dalla vittoria a Cardiff). Tenendo da conto anche Gianmarco Lucchesi (ora infortunato), Tomas Baravalle e il neo-arrivato U20 Lapo Frangini, per il prossimo anno siamo ben coperti per quanto riguarda la numero 2. Qualcosa bisognerà però fare per sistemare la prima linea, perché in troppe partite (ad esempio quella con Tolone) si è sofferto in mischia oltre le aspettative. In seconda linea, le rotazioni fra Wegner, Herbst e Ruzza hanno quasi sempre funzionato bene mentre il giocatore meno in forma è sembrato Niccolò Cannone, reduce da un’annata di spessore nel 2020/21. Per la seconda linea toscana 939′ minuti fra Treviso e Nazionale, un volume paragonabile a quello della stagione prima, ma senza la stessa incisività e capacità di sfondare. Le terze linee sono invece il reparto di maggior qualità nella rosa trevigiana. Lamaro, Halafihi, Negri, Pettinelli, Steyn, Zuliani sono sei giocatori di spessore che danno sicurezza sia in mischia che nei raggruppamenti. Ad esse si aggiunge un Lorenzo Cannone titolare contro i Bulls con la numero 8 che ha ben figurato quando chiamato in causa. Nel complesso, sembra che gli avanti trevigiani abbiano assorbito i cinque pilastri del gioco di Paul Gustard. “L for line speed. I for intent in the hit. O is on your feet. N is next job. And S is spacing” (LIONS). I problemi, infatti, sono stati principalmente in mischia ordinata.

Gli highlights di Benetton-Connacht.

Molti esperimenti all’apertura e fra i trequarti

Nel corso dell’estate 2021 si erano accasati a Treviso Leonardo Marin (apertura) e Filippo Drago (centro), due giovani scuola Mogliano molto promettenti nel giro dell’U20 italiana. Assieme a loro anche il giovane talento argentino Tomas Albornoz. L’arrivo di due aperture e un centro serviva per supplire alla partenza di Paolo Garbisi (direzione Montpellier), Tommaso Allan (direzione Harlequins), e al saluto definitivo di Alberto Sgarbi. Con Albornoz, Marin e Da Re, a nostro giudizio, l’apertura era il ruolo più a rischio della rosa per la stagione a venire. Temevamo che la loro inesperienza fra i professionisti avrebbe pesato e non poco nell’economia del campionato biancoverde. Al contrario, nella prima parte di stagione Albornoz e Marin sono stati i due giocatori più sorprendenti della rosa, mentre nella seconda parte Da Re non ha sfigurato. Albornoz ha subito mostrato qualità rare al piede accompagnate da una grande visione di gioco; unica pecca la sua elevata tendenza all’infortunio. Marin, coi suoi drop goals (Glasgow e Edimburgo) e il suo coraggio nelle scelte in campo, è arrivato ad ottenere una convocazione in nazionale maggiore coi complimenti speciali di Paul Gustard, corredandola con la storica vittoria a Cardiff terminata col 100% di successo nei placcaggi giocando da primo centro. Convocazione arrivata anche per Giacomo Da Re, nonostante poi non sia sceso in campo con la maglia azzurra. Niente male, non a caso per tutti e tre il contratto è stato prolungato a stagione in corso. Nel triangolo allargato, gli arrivi di Andries Coetzee, Rhyno Smith e Lorenzo Pani avevano dato un segnale positivo in termini di investimenti su giocatori capaci di attaccare lo spazio. Coetzee è però apparso spesso sottotono compiendo errori anche banali, e non riuscendo mai davvero a bucare la linea e incidere come avveniva con Leonardo Sarto (trasferitosi a Rovigo). Pani non ha trovato abbastanza spazio nelle rotazioni ed è infatti da poco stato annunciato alle Zebre per l’anno prossimo. Rhyno Smith ha portato più pepe rispetto a un Jayden Hayward a fine carriera, assieme a una pregevole abilità dal calcio piazzato, ma per varie circostanze ha dovuto giocare spesso ruoli non del tutto suoi (ala, apertura) non riuscendo sempre a far valere le sue doti. Nel complesso, al piede l’abbiamo scampata per un soffio ma nel ruolo di estremo qualcosa va aggiustato.

Gli highlights di Benetton-Edimburgo, conclusasi 28-27 per Treviso con il drop goal di Leonardo Marin (vedi minuto 7:25).

Ci aspetta un’altra rivoluzione in mediana

Abbiamo appena parlato della situazione creatasi con il cambio, in un’estate, dei mediani di apertura titolari della rosa. Tuttavia, contro le aspettative nella stagione corrente è diventato abbastanza chiaro che c’è un problema nel ruolo di mediano di mischia. Capitan Dewaldt Duvenage sta attraversando un periodo non roseo in termini di prestazioni nel suo ultimo anno di contratto (scadenza 2022), Callum Braley non è sempre stato di grande assistenza quando chiamato in causa, e tantomeno Luca Petrozzi. Del rinnovo di Duvenage non c’è ancora traccia, e con Braley già annunciato dai Northampton Saints per l’anno prossimo, Benetton Rugby ha deciso di puntare su un profilo di esperienza per il numero 9, quello di Sam Hidalgo-Clyne. Il 29-enne scozzese nato in Spagna e cresciuto nella franchigia di Edimburgo (2011-18) ha giocato ad Exeter negli ultimi due anni, mentre in precedenza ha avuto esperienze più o meno felici fra Scarlets, Harlequins, Racing 92 e Lione. Si tratta di sicuro di un acquisto importante, che andrà a puntellare un ruolo troppo spesso in difficoltà in questa stagione. Assieme a lui ci sarà Alessandro Garbisi, fratello minore di Paolo e già nelle rotazioni della prima squadra (287′ in campo per lui quest’anno con Treviso). Si parla, inoltre, del possibile approdo in biancoverde di Manfredi Albanese-Ginammi, giovane mediano di mischia romano in forza al Calvisano in Top10 che sta facendo un campionato da protagonista. Per il ruolo di mediano di mischia, insomma, ci sarà con ogni probabilità una totale rivoluzione a prescindere dal rinnovo di capitan Duvenage. Con questa seconda rivoluzione, in sostanza, il Benetton Rugby avrà cambiato nel giro di un anno solare quasi totalmente gli interpreti che vestono la 9 e la 10.

Sam Hidalgo-Clyne con la maglia degli Exeter Chiefs.

Gli altri movimenti di mercato

Sono una decina i giocatori in scadenza di contratto a Treviso quest’anno. Fra questi spiccano i nomi di Edoardo Padovani e Joaquin Riera, con i quali sembra in corso una trattativa per il rinnovo, che sarebbe del tutto meritato viste le buone prestazioni. Per Luca Petrozzi, Luca Sperandio, Tommaso Benvenuti e Tomas Baravalle, invece, non filtra lo stesso ottimismo. Troppo pochi i minuti giocati nelle stagioni in biancoverde per poter pensare che per tutti e quattro ci sia un rinnovo pronto. Baravalle ha mostrato come sempre una grande prontezza quanto chiamato in causa, il che potrebbe giocare a suo favore visto che a tenere banco questi giorni è la notizia dell’addio di Hame Faiva, destinazione Worcester Warriors. Il potente tallonatore neozelandese, a Treviso dal 2017, ci lascia proprio nell’anno in cui ha iniziato a vestire la maglia azzurra. Ci tiene, tuttavia, a rassicurare i tifosi italiani garantendo che continuerà a giocare per l’Italia (la sua “casa lontano da casa”), a differenza di Callum Braley che ci ha salutati per sempre con la bella prestazione nella vittoria contro il Galles a Cardiff. Un altro movimento è quello che ha visto Mattia Bellini trasferirsi a Treviso dalle Zebre con effetto immediato in questo mese di Aprile 2022. Per il 28-enne padovano si è trattato di un’occasione da non sprecare per rimettersi in gioco e ritrovare continuità, come ha detto lui stesso. Questo arrivo fa presagire movimenti in uscita sulle ali. Visto il rinnovo di contratto avvenuto per Monty Ioane fino al 2024, e il contratto di Ratuva con termine sempre nel 2024, potrebbe essere giunto il momento di salutarsi con Luca Sperandio, insieme dal 2016, il cui contratto scade quest’anno. Infine, va riportato il trasferimento di Marco Zanon alla Section Paloise con effetto immediato appena finito il Sei Nazioni (Marzo 2022). Per lui già una notevole presenza in campo (160′ minuti), il che fa ben sperare anche in ottica azzurra, dato che a Treviso faticava a trovare spazio quest’anno.

Gli attimi prima della meta della vittoria a Cardiff, segnata da Edoardo Padovani (in foto) dopo una mostruosa azione individuale di Ange Capuozzo a rompere la linea gallese.

Molti giovani da tenere d’occhio

Un lato molto interessante della rosa che sta prendendo forma per il prossimo anno è quello della ricchezza di giovani giocatori U23. Si tratta di una lunga lista di nomi, alcuni dei quali già esperti e spesso titolari con la prima squadra (Tomas Gallo, Tommaso Menoncello, Gianmarco Lucchesi, Manuel Zuliani, Leonardo Marin). Non è un caso che ci siano così tanti giocatori giovani: dal prossimo anno, infatti, dovrebbe prendere il via il progetto Academy U23. Non è ancora molto chiaro quali saranno le dinamiche che guideranno tale academy, ma sarà un contesto “protettivo” dove far crescere giocatori dai 20 ai 23 anni per evitare che si perdano nelle melme dei campi di provincia, cercando di dare loro continuità di progetto e supervisione. Se da un lato è utile che giochino nel campionato domestico (il Top10) per fare esperienza, è importante assicurare loro un percorso di crescita per evitare che si fermino al livello raggiunto con l’U20 come troppo spesso purtroppo accade. Il vero divario fra l’Italia e le altre cinque del Sei Nazioni, infatti, sta proprio nella capacità di valorizzare i talenti a quest’età, oltre che nei numeri.

NomeRuoloEtàStatusPermit team
Filippo AlongiPilone21PermitMogliano
Matteo DrudiPilone21PermitMogliano
Tomas GalloPilone22Pro
Gianmarco LucchesiTallonatore21Pro
Lapo FranginiTallonatore20Unknown
Alessandro IzekorSeconda/terza linea22PermitCalvisano
Nicola PiantellaSeconda linea21PermitRovigo
Riccardo FavrettoSeconda/terza linea20Pro
Lorenzo CannoneTerza linea/Numero 821Pro
Manuel ZulianiTerza linea21Pro
Matteo MeggiatoTerza linea20PermitMogliano
Matteo RubinatoTerza linea19Academy
Alessandro GarbisiMediano di mischia20PermitMogliano
Leonardo MarinMediano di apertura20Pro
Joey CaputoMediano di apertura22Unknown
Filippo DragoCentro20PermitMogliano
Tommaso MenoncelloCentro/Ala19Pro
Petrus-François SmithCentro21Unknown

I festeggiamenti per la meta di Menoncello contro la Francia nella prima partita del Sei Nazioni.

3 pensieri riguardo “Il punto sulla rosa del Benetton Rugby: dove serve intervenire?

  1. Tutto corretto e aggiungerei due considerazioni: servono come il pane delle prime linee più performanti in chiusa, nello specifico piloni destri. Tetaz Chaparro ha deluso assai, Ferrari è appena rientrato, Pasquali è un buon diavolo, ma serve qualcuno di molto più incisivo. Stesso discorso dicasi per le ali tra i trequarti. Più in generale, ma questo è punto che riguarda anche la nazionale, serve come il pane un lavoro specifico sui ball-carrier e il breakdown. E’ vero che in molti sono migliorati tantissimo nei placcaggi, ma placcare tutta la partita stanca e quando gli avversari alzano il ritmo (in ultimo i Bulls sabato scorso) mettere a referto 10000000 placcaggi serve a poco se poi per stanchezza ti bucano; rallentare l’azione avversaria passa anche da altri punti.

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    1. Dopo la partita contro i Bulls, sembra chiaro che entrambi i piloni avrebbero bisogno di un innesto. Sia Nemer che Ferrari hanno sofferto molto. Sono d’accordo.

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      1. Giusto, ma spezziamo una lancia perché Nemer non mi sembrava in formissima, facendo anche altri errori, ma in campo aperto rimane un’ira di dio comunque. E’ giovane e le prospettive ci sono, il fatto è che servirebbe un destro veramente forte e di esperienza…sognando a occhi aperti uno tipo Malherbe o simili, anche non cappabile francamente

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