Women’s Six Nations 2024: Italia alla prova contro le Rose d’Inghilterra
È passata solo una settimana dallo straordinario Super Saturday che ha incoronato l’Irlanda campione del Sei Nazioni per la seconda volta consecutiva e che ha sancito il miglior Sei Nazioni azzurro di sempre, con la vittoria dell’Italia sul Galles.
Ma il Sei Nazioni non è finito! Inizia, questo fine settimana, il Sei Nazioni femminile, in cui gli equilibri di forza, rispetto al corrispettivo torneo maschile, cambiano e non poco. In questo e nei prossimi articoli, quindi, vi racconteremo quelle che sono le avversarie che l’Italia affronterà, per capire cosa aspetta le Azzurre. Ma prima, permettetemi di dire due parole sul Guinness Women’s Six Nations e sulla nazionale guidata da Giovanni Raineri.
Il torneo come lo conosciamo oggi è relativamente giovane. Solo dal 2007, infatti, si scontrano Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia. Dalla sua nascita alla struttura attuale, però, l’evoluzione è stata piuttosto travagliata, benché condensata in meno di due decenni. L’iter che ha portato il Sei Nazioni femminile all’attuale organizzazione, in realtà, è – almeno all’inizio – piuttosto simile all’iter seguito dal torneo maschile, ma con circa un secolo di differenza. Nel 1996 si disputò il primo Women’s Home Nations’ Championship tra le quattro nazioni britanniche (la prima edizione dell’Home Nations Championship, ovvero l’antesignano del Sei Nazioni maschile che si disputava tra le quattro nazionali britanniche, è del 1883).
Appena tre anni dopo, nel 1999, si assistette all’ingresso della Francia e al conseguente mutamento del nome in Cinque Nazioni. Un fatto curioso è che il primo Cinque Nazioni femminile coincide con l’ultimo Cinque Nazioni maschile, che nel 2000 diventerà Sei Nazioni a seguito dell’ingresso dell’Italia. Fin qui era stato tutto abbastanza lineare. Un primo cambiamento avvenne nel 2000: pur rimanendo un campionato a cinque, quell’edizione vide l’uscita dell’Irlanda e l’ingresso della Spagna, che disputò – peraltro – un ottimo torneo vincendo due partite e classificandosi terze.
Nel 2002 l’Irlanda rientrerà nel torneo, che da quel momento in poi diventerà il Sei Nazioni! Ma il percorso non è ancora finito. Non serve essere attenti osservatori per notare che, ad oggi, tra le sei c’è la Spagna e non l’Italia. L’ingresso delle Azzurre e l’esclusione delle Leonesse iberiche, infatti, avviene nel 2007 per la volontà dello sponsor del torneo (la Royal Bank of Scotland) di avere le stesse squadre sia nella competizione maschile che in quella femminile, unicamente per ragioni commerciali – fatto che, ovviamente, sollevò importanti polemiche e diede inizio ad una rivalità tra Spagna e Italia che dura tutt’oggi.
Gli sponsor
I più avranno notato che le edizioni 2022 e 2023 del torneo femminile hanno adottato il nome di Tik Tok Women’s Six Nations, mentre l’edizione 2024 si chiama Guinness Women’s Six Nations.
I trofei del Sei Nazioni maschile e femminile, entrambi sponsorizzati da Guinness (Six Nations Rugby)
Guinness, in realtà, è sponsor del Sei Nazioni dal 2010 e title sponsor del Men’s Six Nations dal 2019. Fino al 2021, anno in cui entrerà il colosso social cinese, invece, la competizione femminile resterà priva di title sponsor. A partire da quest’anno, tuttavia, Guinness ha deciso di sponsorizzare l’intero torneo, dichiarando che “This partnership will support the skill and talent of the women’s competition to surge forward towards a level playing field between the men’s and women’s game. Guinness will Never Settle until rugby is a place where everyone belongs” (fonte).
L’edizione 2024
Veniamo all’edizione di quest’anno! La competizione inizierà sabato 23 marzo e si protrarrà per sei settimane – con una pausa dopo le prime due partite – terminando sabato 27 aprile.
Il calendario dell’Italrugby è il seguente:
Italia
24 marzo 2024
Inghilterra
Irlanda
31 marzo 2024
Italia
Francia
14 aprile 2024
Italia
Italia
20 aprile 2024
Scozia
Galles
27 aprile 2024
Italia
Sì, si gioca la domenica di Pasqua, ma d’altro canto Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, perché quindi non con le Azzurre del rugby? (non io! Io la rivedrò in replica, tranquilla mamma)
Questa edizione vedrà numerose novità, introdotte per promuovere gli standard di benessere delle giocatrici e continuare a innovare e migliorare il gioco per loro e gli spettatori.
Il bunker sarà presente per la prima volta in una competizione di rugby femminile: gli arbitri avranno la possibilità di sottoporre a revisione eventuali episodi di antigioco quando un potenziale cartellino rosso non è chiaro ed evidente. La decisione di adottare il Bunker anche nel Sei Nazioni femminile discende dalla volontà di consentire alle atlete la migliore preparazione disponibile in vista della RWC 2025 e di familiarizzare le ufficiali di gara con la tecnologia ben prima dell’evento globale.
I paradenti intelligenti verranno utilizzati per la prima volta da tutte le squadre durante il Guinness Sei Nazioni femminile: le giocatrici di tutte e sei le federazioni potranno indossare paradenti personalizzati, dotati della tecnologia più recente e progettati per fornire avvisi durante il gioco come indicazione per le valutazioni HIA1 fuori dal campo (qui un nostro approfondimento).
Lo Shot Clock verrà introdotto anche nel Guinness Sei Nazioni femminile: le giocatrici avranno 60 secondi per eseguire un calcio piazzato e 90 secondi per una trasformazione.
La nazionale italiana
L’allenatore e lo staff
Giovanni Raineri (ma lo sentirete sempre chiamare Nanni) ha iniziato la sua carriera come rugbista giocando come mediano d’apertura e tre quarti centro con Calvisano e Rugby Roma. È stato anche un giocatore internazionale militando nelle nazionali giovanili, nella nazionale A e, infine, in quella seniores dal 1999 al 2001.
A seguito del suo ritiro dal rugby giocato nel 2010 divenne allenatore, ottenendo l’abilitazione all’allenamento presso l’Università di Stellenbosch (Sudafrica) ed effettuando un periodo di tirocinio tecnico presso il Western Province. Dopo aver trascorso tre anni ad allenare diverse squadre giovanili in Sudafrica, tornò in Italia per assumere prima la responsabilità tecnica dell’Aquila, che – sotto la sua guida – ottenne la promozione e il ritorno nella massima categoria, e poi assistendo Pasquale Presutti come allenatore delle Fiamme Oro.
Giovanni Raineri, head coach della nazionale italiana femminile (Sportal)
Entrato nei ranghi federali, dopo alcune esperienze nelle accademie giovanili a Torino e a Milano, a partire da dicembre 2022 è diventato il nuovo commissario tecnico della nazionale maggiore femminile, subentrando a Andrea Di Giandomenico (che ha allenato la nazionale femminile dal 2009 al 2022). Collaborano con Raineri: Giuliana Campanella (team manager), Plinio Sciamanna (allenatore della mischia), Francesco Iannucci (allenatore della difesa), Corrado Pilat (allenatore calciatrici), Giovanni Bondi (coordinatore preparatori fisici), Davide Barbieri (preparatore atletico), Dario Valente (video analista), Bernardino De Luca (medico), Fabio Avanzati (fisioterapista) e Alessandro Ferri (media manager).
Riconfermata Elisa Giordano nel ruolo di capitana.
La Nazionale italiana a Parma per la conferenza stampa di presentazione del Guinness Women’s Six Nations (Sport Parma)
Pur non essendo profondissima, la squadra selezionata da coach Raineri è senza dubbio una squadra di grande esperienza, con una media di 33 caps a testa e il 60% delle giocatrici con più di 20 caps (tra cui spicca, senza dubbio, Lucia Gai che nel corso del torneo potrebbe raggiungere i 100 caps). Ad ogni modo si tratta di una squadra lucida e consapevole delle proprie capacità, con obiettivi estremamente chiari: la conquista del terzo posto, che comporterebbe la promozione in prima divisione dell’edizione 2024 del WXV (l’edizione 2023 l’Italia l’ha disputata in seconda divisione) e la qualificazione alla RWC 2025 che si terrà in Inghilterra.
La nazionale inglese
La strada verso l’obiettivo parte con una salita decisamente ripida. Durante la prima giornata del Sei Nazioni, infatti, le Azzurre incontreranno le Rose Rosse d’Inghilterra: campionesse in carica, vincitrici di 19 titoli su 28 di cui 17 grandi slam e alla caccia del quinto grande slam per presentarsi, più in forma che mai, al mondiale che ospiteranno in casa l’anno prossimo.
“Le Red Roses hanno primeggiato in questo torneo per molto tempo. C’è fame di rimanere i migliori, ma dobbiamo guadagnarci il diritto di vincere i test match. Siamo concentrati sul miglioramento delle prestazioni e sul mettere le squadre sotto pressione per creare una varietà di opportunità di punteggio”.
La dichiarazione dell’head coach John Mitchell.
L’allenatore
L’attuale allenatore della nazionale inglese, John Mitchell, è un ex giocatore di rugby neozelandese. Al termine della sua carriera sportiva nel 1997, dopo un anno trascorso agli Sharks, si unì allo staff tecnico della Nazionale inglese, rimanendovi per tre anni, prima di tornare in Nuova Zelanda nel 2000 per assumere la guida tecnica della seconda squadra di Waikato.
John Mitchell, head coach della nazionale femminile inglese (RNZ)
Nel 2001, ebbe l’opportunità di allenare nella franchise degli Chiefs nel Super 12, e questo lo portò ad essere scelto come allenatore degli All Blacks nell’ottobre dello stesso anno. La sua gestione alla guida degli All Blacks fu oggetto di controversie, soprattutto per le decisioni riguardanti alcuni giocatori di alto livello. Dopo il terzo posto alla Coppa del Mondo di rugby 2003, non gli fu rinnovato l’incarico e fu sostituito da Graham Henry.
Tornò a Waikato per una stagione prima di assumere la guida tecnica della neonata squadra dei Western Force nel Super Rugby del 2006. Anche questa esperienza portò a polemiche, culminate in un’ammutinamento dei giocatori nel 2008 che portò alla sua commissariamento e alla gestione della squadra tramite i vice allenatori per un breve periodo. Nel 2010, chiese di risolvere il suo contratto con i Lions per trasferirsi in Sudafrica e guidare i Golden Lions, vincendo la Currie Cup. Nel 2012, fu rimosso dall’incarico di allenatore dei Lions e divenne consulente tecnico del club, ma dopo poco tempo fu svincolato per assumere l’incarico di allenatore dei Sale Sharks. Anche questa esperienza fu breve, in quanto chiese di essere rilasciato per motivi familiari solo un mese dopo il suo arrivo.
Fecero seguito esperienze, sempre piuttosto brevi, negli Stati Uniti e nei Bulls di Pretoria in Sudafrica. Dal 2018 al 2021 allena gli avanti della nazionale inglese e dal 2021 al 2023 fa la medesima cosa in Giappone. Dal 2023 è commissario tecnico della nazionale femminile inglese.
Le giocatrici convocate
Sono 35 le giocatrici convocate da coach John Mitchell, di cui 19 avanti e 16 trequarti:
Abbiamo detto che l’Italia che si presenta alla sfida è una squadra di grande esperienza. Beh, nulla in confronto alle Rose inglesi! Queste ultime, infatti, oltre alla grandissima esperienza nel Sei Nazioni (basti guardare i numeri di Emily Scarratt – 108 caps – e della capitana Marlie Packer – 99 caps – solo per citarne due), militano nel corso della stagione domestica in un campionato estremamente competitivo come è la Premiership inglese.
L’Inghilterra alza la coppa del Sei Nazioni 2023 a Twickenham (Sky News)
Differenze rispetto all’edizione 2023
Ad ogni modo, quella che le Azzurre incontreranno domenica è una squadra con delle novità importanti, anche se non tutte positive per l’Italia. La prima novità l’abbiamo già vista: è cambiato l’allenatore! Simon Middleton ha lasciato la guida delle Rose Rosse, che da quest’anno saranno allenate da John Mitchell. La seconda novità: è cambiata la capitana! Marlie Packer, infatti, ha preso il posto dell’ex capitano, Sarah Hunter, dopo il suo ritiro. Hunter, che ha capitanato le Red Roses dal 2015 al 2023, è la giocatrice inglese con più presenze sia nel rugby (incluso quello maschile), avendo collezionato 141 presenze con la sua nazione. La terza novità è che vi sono diversi volti nuovi tra le convocate da coach Mitchell, con la coppia dell’Exeter Maddie Feaunati e Lizzie Hanlon che si uniscono a Vicky Laflin degli Ealing Trailfinders. La quarta novità, infine, non è certo positiva: l’Inghilterra recupera Zoe Harrison, Emily Scarratt e Abbie Ward, che giocheranno tutte e tre insieme, per la prima volta dalla finale della Coppa del Mondo di rugby 2022.
Dove ci eravamo lasciati: Inghilterra vs Italia 2023
L’incontro dello scorso anno ha visto Abby Dow segnare quattro mete nella vittoria per 68-5 delle Red Roses ai Franklins Gardens dei Northampton Saints. I quattro punti della Dow si sono aggiunti alla tripletta di Jess Breach, due di Claudia MacDonald e Marlie Packer e una di Tatyana Heard, che hanno eliminato un’Italia i cui unici punti sono arrivati dalla meta di Sara Tounesi.
Abbiamo visto, finora, quanto sulla carta l’Inghilterra sia più forte. Ora mi piacerebbe fornire qualche numero. Ho quindi preso le statistiche dello scorso Sei Nazioni, isolando per singola categoria le rappresentanti dell’Italia e dell’Inghilterra. Ecco il risultato.
Placcaggi effettuati: la prima italiana che troviamo in classifica è Giordana Duca con 76 placcaggi. Segue Marlie Packer a parimerito con Sara Tounesi con 73.
Turnover vinti: Prima giocatrice in classifica, in assoluto, Marlie Packer con 9 turnover vinti, mentre la ‘nostra’ Michela Sillari si ferma a 6.
Difensori battuti: indiscussa vittoria inglese! Abigail Dow (30) e Tatyana Heard (22) a pari merito con Aura Muzzo, unica italiana in classifica, seguita immediatamente da Claudia MacDonald con 21 difensori battuti.
Kicks in play: in questo campo si assiste ad una superiorità italiana. Domina la classifica Holly Aitchison con 68 calci, unica inglese. Le italiane che si classificano, invece, sono 3: Beatrice Rigoni (36), Veronica Madia (20) e Sofia Stefan (19).
Offloads: la rappresentante italiana Beatrice Rigoni e le colleghe inglesi hanno collezionato a testa 6 offloads.
Percentuale di placcaggi riusciti: Mackenzie Carson ha ottenuto un impressionante 100.0% , seguita da Alex Matthews (97.8%), Giordana Duca (97.4%) e Zoe Aldcroft (96.8%).
Inghilterra vs Italia, Sei Nazioni 2023 (Rai News)
Da questi numeri risulta piuttosto palese che non necessariamente sono migliori di noi in tutte le skills, ma che – anche quando sanno fare qualcosa peggio di noi – hanno più giocatrici in grado di raggiungere il risultato.
Che partita aspettarci
Se è vero che l’Inghilterra è una squadra esperta e molto agguerrita, non dovrà comunque commettere l’errore di sottovalutare un’Italia in ottima forma. Da un lato, infatti, c’è un’Inghilterra che proviene da un en plein di vittorie nel corso del WXV 1 (contro Australia, Canada e Nuova Zelanda). Dall’altro lato, però, anche l’Italia ha ottenuto il medesimo risultato nel WXV 2 (battendo Sudafrica, Giappone e USA) e avendo appena concluso l’esperienza della Latin Cup, che ha messo minutaggio nelle gambe di molte delle giocatrici convocate.
Un immagine di Italia-Inghilterra del 2022 (Global Times)
D’altro canto, non sembrano sottovalutarci né le testate giornalistiche, né le avversarie. La stampa internazionale parla di un’Italia tra le squadre più emozionanti da guardare, essendo nota per giocare ad alto ritmo e avere una difesa implacabile. Ciò nonostante, non è stato mancato di rilevare come i risultati a volte possano essere incostanti, anche se quest’anno l’Italia ha una squadra di grande esperienza e vorranno giocare partite difficili in vista del Mondiale. Anche l’Inghilterra ha avuto parole di elogio per le Azzurre. Louis Deacon, capo allenatore ad interim dopo la partenza di Simon Middleton nel 2023, ha affermato che Italy had a good WXV so they’re going to be confident. The last time I went there, it was off the back of COVID so there wasn’t as much support there. I imagine this time there will be a lot bigger support so the environment we’re going to play in is going to be very different. You’ve got a big crowd, a confident Italy team that is going to want to have a crack so we’ve just got to be really prepared and make sure we know what’s coming and be ready for that.
2 pensieri riguardo “Women’s Six Nations 2024: Italia alla prova contro le Rose d’Inghilterra”