Una delle novità dell’Italia di Gonzalo Quesada è stata il rientro di Federico Mori in pianta stabile in Nazionale. Non una presenza così scontata, se pensiamo che appena un anno fa il 23enne era fuori dal giro degli Azzurri e dalle rotazioni del suo club.
Il biennio all’UBB
Andiamo in ordine cronologico. Stagione 2021/2022: dopo un inizio di carriera fulminante tra Zebre e Nazionale, Federico Mori sbarca nel massimo campionato francese, il Top14. Il livornese, infatti, firma un biennale con l’Union Bordeaux Bègles, allenato da Christophe Urios. Mori si guadagna presto la fiducia del tecnico, che lo schiererà con costanza per tutto il suo mandato, spesso nella posizione di ala. In totale, alla sua prima stagione in Francia gioca 19 partite, per quasi 1’000 minuti complessivi, segnando 6 mete. Kieran Crowley lo chiama in Nazionale, prima nei test autunnali, e poi nel Sei Nazioni 2022. Nonostante figuri tra i convocati per tutta la durata del Torneo, Mori scende in campo solo una volta, partendo titolare all’ala nella brutta sconfitta patita contro l’Inghilterra. Sarà la sua ultima presenza in Azzurro per più di un anno.

La stagione 2022/2023 di Federico Mori si rivelerà più complicata di quella precedente. L’inizio di stagione sembra promettente: 7 presenze nelle prime 10 giornate, di cui 5 da titolare all’ala, e 3 mete. Da metà novembre in poi, invece, il livornese non riuscirà più a indossare la maglia dell’UBB in Top14. Lo spartiacque coincide con il licenziamento di Urios, avvenuto il 16 novembre, dopo il quale Mori verrà impiegato solamente in due partite di Champions Cup. Dal 16 dicembre, fino alla fine stagione, non giocherà nemmeno un minuto di gara. Una situazione difficile già di per sé per un professionista, ma ancor di più per un giocatore che puntava a mettersi in mostra in vista della Coppa del Mondo. Crowley lo convoca comunque nel ritiro estivo, facendogli fare un cameo di 24’ nella partita contro la Scozia, ma infine non lo seleziona nella rosa definitiva per il Mondiale.
Il passaggio all’Aviron bayonnais
Dopo la delusione Mondiale, per Mori è tempo di cambiamenti. Infatti, in vista della fine del contratto con l’UBB, l’azzurro già a gennaio aveva firmato un triennale con un altro club del Top14, l’Aviron bayonnais. Essendo stato in ritiro con la Nazionale per tutta l’estate, Mori non partecipa alla pre-season del suo nuovo club. Non viene quindi selezionato per le prime partite di campionato, dovendo prima acclimatarsi all’ambiente ed entrare nei meccanismi di gioco della squadra.
Il livornese deve dunque aspettare la sesta giornata del Top14 per esordire con i nuovi colori, ma lo fa in grande stile. Schierato titolare a primo centro, Mori gioca 70’ di alto livello sul difficile campo di La Rochelle, reso ulteriormente pesante dalle pessime condizioni meteo. Rugbyrama lo inserisce tra i migliori giocatori della partita, segnalando la sua solidità in difesa e un suo linebreak che aveva permesso a Bayonne di mettersi davanti nel punteggio, prima della risposta dei padroni di casa.
Dopo quella prestazione, Mori si prende la 12 titolare dei baschi, scendendo in campo dal primo minuto in 7 delle successive 10 giornate di campionato. Le uniche assenze sono dovute ad un leggero infortunio alla gamba e alla concomitanza del Sei Nazioni. In Top14, ad oggi, il tabellino stagionale recita quindi otto partite giocate, tutte da titolare, per un totale di 580’ in campo. Ad esse, va aggiunta una presenza dalla panchina in Champions Cup, in cui il livornese è stato capace di segnare ben due mete in soli 40′ di gioco. La prestazione contro gli Exeter Chiefs gli è valsa inoltre la selezione nel Team of the Week della massima competizione europea.
Un nuovo ruolo
Se, nell’UBB di Urios, Mori veniva spesso schierato all’ala per sfruttare le sue capacità da finalizzatore, lo staff di Bayonne fin qui ha deciso di impiegarlo in un altro modo. Ad oggi, infatti, l’azzurro ha indossato soltanto la maglia numero 12, quella di primo centro. Nel gioco dei baschi, Mori interpreta principalmente il ruolo di boule de démolition, fornendo un punto di riferimento fisso per l’attacco orchestrato da Camille Lopez.

Rugbyrama, inserendolo tra i migliori giocatori nella partita vinta contro Clermont, descrive la sua prestazione in quel match con parole che potrebbero applicarsi all’intera stagione giocata finora:
Federico Mori ha fatto valere la sua potenza in diverse occasioni, mettendo in avanzamento i suoi compagni su ogni pallone portato. L’italiano ha rotto quattro placcaggi ed è stato la palla da demolizione ideale per un Aviron bayonnais non appariscente, ma solido.
Una descrizione che coincide anche con l’immagine fornita dalle statistiche presenti nel sito ufficiale del Top14. Infatti, i dati parlano di un totale di 73 corse per 604 metri percorsi, 32 placcaggi rotti, 4 linebreak e 4 offload. In media, quindi, Mori ha attaccato palla in mano 9 volte a partita, correndo per 75 metri e rompendo 4 placcaggi. A ciò si aggiunge un dato importante relativo alla difesa: 46 placcaggi in totale, con il 92% di riuscita. Numeri importanti per un primo centro, soprattutto se calati in un contesto come quello del massimo campionato francese, che viene spesso considerato il più fisico e logorante al mondo.
Il ritorno in Nazionale
Arriviamo dunque al Sei Nazioni 2024, che vede un nuovo ct alla guida dell’Italia, l’argentino Gonzalo Quesada. Nel gruppo allargato figura fin da subito Federico Mori, che si ritaglia uno spazio prima tra i convocati finali, e poi nei 23 in lista gara. Infatti, il livornese scende in campo in tutte le prime tre partite del Torneo, sempre nel ruolo di centro. Nelle prime due entra nella ripresa sostituendo Pani, con Menoncello che scala all’ala. La composizione 12 Mori, 13 Brex e 14 Menoncello sembra piacere a Quesada, che l’ha riproposta dall’inizio nella terza giornata, contro la Francia.
Nei minuti giocati finora, quasi tutti in un contesto di bassa percentuale di possesso azzurro, non si è ancora visto il Mori dirompente palla in mano che si è guadagnato il paragone con una boule de démolition. Tuttavia, non si sono nemmeno viste le sbavature difensive per cui era stato criticato in passato, a dimostrazione di una ritrovata solidità complessiva nel gioco.
In conclusione
Dopo un periodo di stallo, il percorso rugbistico di Federico Mori ha trovato nuova linfa vitale con il trasferimento a Bayonne. Il suo impiego costante a primo centro ha esaltato le sue caratteristiche a tutto tondo, sia in attacco che in difesa, permettendogli di attirare l’attenzione di Gonzalo Quesada e di riconquistare la maglia della Nazionale. Riuscirà a continuare la sua progressione nel club e a diventare un punto fermo dell’Italia verso i Mondiali del 2027?