Dopo il mondiale del 2023, gli Azzurri hanno iniziato un ciclo quadriennale, con la prossima Rugby World Cup come obiettivo finale. Il nuovo ct Gonzalo Quesada, entrato in carica a gennaio 2024, sta pian piano plasmando il gruppo azzurro che nell’autunno del 2027 volerà in Australia, partendo da quei giocatori che già i suoi predecessori avevano convocato e fatto giocare in ottica più futura, che presente. Dopo due anni di lavoro e 22 partite giocate si può quindi delineare un depth chart degli Azzurri a partire dai giocatori fin qui utilizzati da Gonzalo Quesada, per intravedere la struttura della squadra che prenderà parte al prossimo mondiale.

Il ct dell'Italia maschile, Gonzalo Quesada (ph. Federugby)
Il ct dell’Italia maschile, Gonzalo Quesada (ph. Federugby)
  1. Le prime linee
  2. Seconde e terze linee
  3. La mediana
  4. I centri
  5. Il triangolo allargato
  6. Conclusioni

Le prime linee

PosizioneGiocatoreMinutiPartite
Pilone sxD. Fischetti118222
Pilone sxM. Spagnolo49519
Pilone sx/dxM. Hasa187 (46 a sx)4 (1 a sx)
Pilone sxL. Rizzoli272
TallonatoreG. Nicotera80718
TallonatoreG. Lucchesi64316
TallonatoreT. Di Bartolomeo2176
TallonatoreP. Dimcheff873
TallonatoreL. Zarantonello101
Pilone dxS. Ferrari81719
Pilone dxM. Riccioni3839
Pilone dxG. Zilocchi3009
Pilone dxP. Ceccarelli1123

A pilone sinistro le gerarchie sono definite: il titolare – quasi – indiscusso è stato Danilo Fischetti, unico giocatore sceso in campo in tutte le partite giocate nell’era Quesada insieme a Niccolò Cannone e Tommaso Menoncello. In tandem con il pilone laziale ha spesso giocato Mirco Spagnolo, ma quest’anno Quesada ha testato due alternative, entrambe provenienti dalle Zebre Parma: Luca Rizzoli e Muhamed Hasa. Dato anche l’infortunio al tendine d’Achille di Rizzoli, lo spostamento di Hasa dal lato destro al lato sinistro della prima linea risulta fondamentale per dare profondità. Il pilone di origine albanese si è formato come tighthead prop, ruolo in cui è stato schierato nell’ultimo tour estivo, ma in questa stagione ha quasi sempre giocato a sinistra, partendo anche titolare con la maglia numero 1 nel test contro il Cile.

L'AQUILA, ITALY - JUNE 16: Muhamed Hasa of Italy during Italy Training Session at Stadio Tommaso Fattori on June 16, 2025 in L'Aquila, Italy. (Photo by Federugby/Federugby via Getty Images)
Muhamed Hasa (ph. Federugby via Getty Images)

Giacomo Nicotera e Gianmarco Lucchesi sono le due sicurezze al tallonaggio, ai quali si è aggiunto di diritto Tommaso Di Bartolomeo, autore di una crescita importante quest’anno, complice l’infortunio di Lucchesi. Dietro di loro Pablo Dimcheff e Loris Zarantonello, con il primo favorito dal ct nell’ultimo periodo.

A chiudere il reparto, i piloni destri: Simone Ferrari è un punto fisso nei convocati di Quesada, seguito da Marco Riccioni e Giosuè Zilocchi, tutti giocatori esperti e da anni nel giro della nazionale. Come già detto, nel ruolo il volto nuovo è Muhamed Hasa, mentre Pietro Ceccarelli resta comunque un’opzione tenuta in considerazione, anche se la sua ultima presenza in azzurro risale a novembre 2024..

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Seconde e terze linee

PosizioneGiocatoreMinutiPartite
2ª lineaN. Cannone150322
2ª lineaF. Ruzza108218
2ª lineaA. Zambonin45411
2ª lineaD. Lamb2766
2ª/3ª lineaR. Favretto120 (45 da 2ª)6 (4 da 2ª)
2ª lineaE. Iachizzi932
2ª lineaM. Canali372
2ª lineaE. Opoku-Gyamfi81
3ª lineaM. Lamaro103816
3ª lineaR. Vintcent97519
3ª lineaM. Zuliani94321
3ª lineaL. Cannone90217
3ª lineaS. Negri85813
3ª lineaA. Izekor3318
3ª lineaD. Odiase323

Nei suoi due anni al timone, Gonzalo Quesada ha testato 15 tra seconde e terze linee. In seconda, la coppia più utilizzata è stata quella formata da Niccolò Cannone e Federico Ruzza, scesa in campo dal primo minuto in 12 partite su 22. Dietro di loro, le principali alternative sono state Andrea Zambonin e Dino Lamb, che hanno dovuto fare i conti con degli infortuni, come pure i meno utilizzati Matteo Canali e Edoardo Iachizzi (lontano dai campi da gioco ormai da più di un anno). Nell’ultima finestra internazionale, Quesada ha poi voluto cappare il 19enne Enoch Opoku-Gyamfi, giocatore dalle misure importanti che potrebbe diventare una gradita alternativa a numero 4. Infine, non bisogna dimenticare il jolly Riccardo Favretto: la sua versatilità nel giocare sia in seconda che in terza linea è un punto a suo favore.

LILLE, FRANCE - FEBRUARY 24: (L-R) Riccardo Favretto and Matteo Canali of Italy during Italy Captain's Run at Stade Pierre Mauroy on February 24, 2024 in Lille, France. (Photo by Federugby/Federugby via Getty Images)
Riccardo Favretto e Matteo Canali (ph. Federugby via Getty Images)

In terza linea il nucleo è formato da 5 giocatori, tutti fra gli 858 (Negri) e i 1038 (Lamaro) minuti giocati in questi due anni: il capitano Michele Lamaro, il suo concorrente diretto per la maglia numero 7 Manuel Zuliani, il veterano Seb Negri e i due numeri 8, Lorenzo Cannone e Ross Vintcent (talvolta schierato flanker). Gli infortuni di Negri e Vintcent aprono nuovi spazi in vista del prossimo Sei Nazioni: ad approfittarne potrebbero essere giocatori già testati come Alessandro Izekor, Riccardo Favretto o David Odiase, ma non sono escluse novità, come dimostra la convocazione dell’esordiente Samuele Locatelli.

La mediana

RuoloGiocatoreMinutiPartite
M. di mischiaM. Page-Relo73817
M. di mischiaS. Varney50812
M. di mischiaA. Garbisi39112
M. di mischiaA. Fusco1273
AperturaP. Garbisi139918
AperturaG. Da Re3114

I quattro mediani di mischia che Kieran Crowley portò al Mondiale del 2023 sono gli stessi quattro schierati finora da Gonzalo Quesada. Martin Page-Relo è il più utilizzato, sia in termini di minutaggio che di partite giocate, forte della costanza nelle prestazioni e della precisione del suo piede, anche dalla piazzola. Ad alternarsi in coppia con l’italo-francese nei 23 di giornata sono stati in particolare Stephen Varney e Alessandro Garbisi, che hanno vissuto periodi di forma altalenante. Infine, Alessandro Fusco ha finora avuto un ruolo più marginale, scendendo in campo solo 3 volte, ma avrà la possibilità di mettersi in mostra nel Sei Nazioni 2026, avendo scalzato Garbisi jr dal terzetto di convocati.

GENOA, ITALY - NOVEMBER 21: Paolo Garbisi of Italy looks on during Italy Captain's Run at Stadio Luigi Ferraris on November 21, 2025 in Genoa, Italy. (Photo by Simone Arveda - Federugby/Federugby via Getty Images)
Paolo Garbisi (ph. Simone Arveda – Federugby/Federugby via Getty Images)

La maglia numero 10 ha un solo padrone: Paolo Garbisi. Il mediano d’apertura del Tolone è partito titolare con la 10 in tutte e 18 le partite in cui è stato schierato, sfiorando i 1’400 minuti giocati in azzurro (4° assoluto) nonostante sia stato lasciato a riposo nel tour estivo del 2025. Proprio il tour nell’Africa del Sud ha permesso a Quesada di far giocare con continuità Giacomo Da Re, diventato la principale alternativa all’apertura dopo che Tommaso Allan e Leonardo Marin sono stati dirottati rispettivamente all’estremo e a primo centro. La profondità può quindi sembrare minima, ridotta a due giocatori, ma Allan e Marin possono coprire il ruolo in caso di necessità.

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I centri

RuoloGiocatoreMinutiPartite
CentroT. Menoncello172922
CentroJ. I. Brex145519
CentroM. Zanon2095
Centro/AperturaL. Marin19410
Centro/AlaF. Mori1104
Centro/AlaG. Bertaccini1054

Brexoncello: il soprannome della coppia di centri titolare dell’Italia è ormai conosciuto in tutto il mondo rugbistico. Tommaso Menoncello e Juan Ignacio Brex formano una delle migliori combinazioni del panorama internazionale, e non per nulla sono scesi in campo assieme dal primo minuto in 17 partite della gestione Quesada. Menoncello è il giocatore più utilizzato in assoluto: 22 partite su 22, tutte da titolare, per 1’729 minuti giocati su 1’760 disponibili. Brex è stato lasciato a riposo nell’ultimo tour estivo, ma nel frattempo ha assunto più responsabilità a livello di leadership, venendo nominato capitano in 3 occasioni.

ROME, ITALY - MARCH 15: Juan Ignacio Brex and Tommaso Menoncello of Italy at the end of the Guinness Six Nations 2025 match between Italy and Ireland at Stadio Olimpico on March 15, 2025 in Rome, Italy. (Photo by Giampiero Sposito/Federugby via Getty Images)
Juan Ignacio Brex e Tommaso Menoncello (ph. Giampiero Sposito/Federugby via Getty Images)

Sia Menoncello che Brex possono giocare sia 12 che 13 (il trevigiano anche all’ala), e hanno lasciato agli altri contendenti pochissimo spazio: a secondo centro la principale alternativa è Giulio Bertaccini, mentre a primo centro hanno giocato Marco Zanon, Federico Mori e infine Leonardo Marin. Quest’ultimo in particolare dovrebbe d’ora in poi giocare stabilmente in questo ruolo, dopo essersi formato come apertura. A loro potrebbero aggiungersi Paolo Odogwu (schierato all’ala nell’unica partita giocata sotto Quesada) e l’esordiente Damiano Mazza, già convocato nel gruppo azzurro per le Quilter Nations Series 2025 e ora presente tra i 33 selezionati per il Sei Nazioni 2026.

Leggi anche: Giulio Bertaccini – giocare per le Zebre? Un sogno che si avvera

Il triangolo allargato

RuoloGiocatoreMinutiPartite
AlaM. Ioane131917
Ala/EstremoA. Capuozzo110815
AlaL. Lynagh6749
Ala/EstremoJ. Trulla5189
Estremo/AperturaT. Allan4628
AlaS. Gesi2534
Ala/EstremoM. Gallagher2363
Ala/EstremoL. Pani2053
Ala/EstremoM. Belloni1693
Ala/CentroP. Odogwu711
Ala/CentroE. Todaro81

In questo biennio, Gonzalo Quesada ha schierato in tutto 14 giocatori nel triangolo allargato, tra cui tre centri adattati – Menoncello, Mori e Bertaccini. Dei rimanenti undici, tre sono ali pure: Monty Ioane, il più utilizzato con la maglia numero 11, Simone Gesi, suo naturale sostituto, e Louis Lynagh, titolare per 9 volte all’ala destra. Ci sono poi 5 giocatori che sono stati impiegati sia all’ala, che all’estremo: Ange Capuozzo, Jacopo Trulla, Matt Gallagher, Lorenzo Pani e Mirko Belloni, in ordine di presenze e minuti giocati. Uno dei giocatori più utilizzati come estremo è inoltre Tommaso Allan: il veterano azzurro ha giocato gran parte della sua carriera nel ruolo di apertura, ma negli ultimi 3 anni ha vestito più volte la 15, sia in nazionale che nel club, a Perpignan.

Louis Lynagh, Edoardo Todaro, Mirko Belloni e Lorenzo Pani (ph. Federugby)
Louis Lynagh, Edoardo Todaro, Mirko Belloni e Lorenzo Pani (ph. Federugby)

Infine, a chiudere la lista sono Paolo Odogwu e Edoardo Todaro. Il primo sembra essersi lasciato alle spalle gli infortuni, e può essere considerato un’opzione valida sia come ala che come centro. Il secondo è l’uomo del momento: ancora 19enne, sta giocando una stagione stellare con i Northampton Saints e si è guadagnato il primo cap in Azzurro lo scorso autunno contro il Cile. Nelle giovanili ha giocato estremo e sia primo che secondo centro, mentre i Saints lo hanno finora sempre schierato all’ala, dove è probabile che lo vedremo all’opera anche in nazionale, quantomeno nel breve termine.

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Conclusioni

Nel suo primo biennio alla guida degli Azzurri, oltre a continuare a sviluppare giocatori già affermati e il gioco della squadra, Gonzalo Quesada si è dedicato ad ampliare la rosa di giocatori a sua disposizione, aumentando la profondità in ogni ruolo. Da un lato ha fatto esordire nuovi volti, iniziando da Izekor fino ad arrivare a Todaro, dall’altro ha dato più spazio a chi non ne aveva avuto molto, in primis a Da Re in un ruolo delicato come l’apertura. In totale, il ct dell’Italia ha utilizzato 51 giocatori, 15 dei quali esordienti. Tutti e 51, salvo imprevisti, potranno essere presi in considerazione per il Mondiale 2027: i più “vecchi” del gruppo, infatti, sono Pietro Ceccarelli e Tommaso Allan, che a 35 e 34 anni saranno ancora valide opzioni nei rispettivi ruoli.

Nei prossimi 18 mesi, il ct dell’Italia continuerà sicuramente nella sua opera di ampliamento della rosa, ma anche nel processo di consolidamento e della necessaria scrematura che porterà alla selezione dei 33 che voleranno in Australia. Nuovi giocatori emergeranno mentre altri dovranno fare i conti con infortuni e cali di forma, ma aver già visto all’opera più di 50 giocatori permette di guardare con una certa fiducia al 2027, forti del fatto di non aver mai avuto questa profondità in ogni ruolo.

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