Nel rugby il terreno giusto può fare la differenza. Proprio come le radici di una pianta hanno bisogno della terra ideale per crescere forti e robuste, così le squadre necessitano di una struttura solida per prosperare. Con la nuova riforma del RFU Championship attiva dalla stagione 2025/2026, il rugby inglese si prepara a rifiorire. Ma quali sono le radici di questo cambiamento? E in cosa consistono?

Anche se la rivoluzione era nell’aria da tempo, è solo nel corso del 2024 che ha finalmente preso forma. Prima con l’annuncio dell’espansione a 14 squadre e poi con la definizione dei criteri necessari per l’iscrizione. Il dibattito sulla tier 2 league si è nuovamente infiammato per la decisione di London Wasps, Worcester Warriors e London Irish, recentemente colpite da grossi problemi economici, di presentare domanda di ammissione.

SQUADRACITTÀCAPIENZA STADIO
CoventryCoventry, West Midlands5.200 persone di cui 3.000 a sedere
Ealing TrailfindersLondra5.000 persone di cui 2.500 a sedere
London ScottishLondra4.500 persone di cui 1.000 a sedere
Bedford BluesBedford, East Midlands5.000 persone di cui 1.700 a sedere
Hartpury University RFCHartpury, GloucestershireDato non disponibile
ChinnorThame, Oxfordshire2.500 persone
NottinghamNottingham, East Midlands3.700 persone
AmpthillAmpthill, East Midlands3.000 persone
Doncaster KnightsDoncaster, South Yorkshire5.000 persone, 1.650 a sedere
Cambridge CRUFCCambridge, Cambridgeshire2.20o persone, 200 a sedere
CaldyThurstaston, Merseyside 4.000 persone
Cornish PiratesPenzance, Cornovaglia4.000 persone, 2.200 a sedere
Ad oggi le squadre che militano in Championship sono 12. La prima accede al playoff promozione, l’ultima retrocede in National League One.

La storia travagliata del RFU Championship

Il rugby inglese ha vissuto un’evoluzione complessa, soprattutto dopo l’avvento del professionismo. Per anni, il sistema delle leghe non esisteva come lo conosciamo oggi, mentre era in vigore una divisione in tornei poco organizzati al di sotto della Premiership. 

Nel 1987, la mitologica Courage League National Division Two segnò il primo passo verso una seconda divisione strutturata. Da allora, il nome e il format sono cambiati più volte: dalla Allied Dunbar Premiership Two degli anni ‘90 alla National Division One, fino al RFU Championship nel 2009.

Nei primi anni i playoff coinvolgevano fino a otto squadre. Poi, dal 2012, il sistema è stato snellito, con solo quattro squadre a contendersi la promozione. Nel 2021 a salire in Premiership sono stati i Saracens di Farrell e compagni, puniti la stagione precedente con la retrocessione per aver infranto le regole del salary cap. Dopo il periodo pandemico, il blocco delle retrocessioni e la riduzione a 12 partecipanti hanno garantito una stabilità fittizia. Questa non ha portato ad un miglioramento della situazione ne tantomeno al diminuirsi del gap tecnico e finanziario tra le due categorie.

Infatti, anche se a partire dalla stagione 2022/2023 è stato previsto un playoff da giocarsi tra la prima classificata del RFU Championship e l’ultima della Gallagher Premiership, nessuna delle squadre del torneo cadetto era in grado di rispettare gli standard minimi richiesti per la promozione.

Verso la crisi

Candidatisi alla retrocessione per due anni di fila tra il 2023 e il 2024, i Newcastle Falcons sono riusciti ad evitare le insidie dello spareggio. Questo perché i Jersey Reds e gli Ealing Trailfinders, una volta ottenuta la promozione sul campo, si dovuti scontrare con criteri finanziari e infrastrutturali troppo rigidi.

Nel caso dei Jersey Reds, poi, la crisi è culminata con l’amministrazione controllata e la scomparsa del club nell’autunno 2023. Dopo l’ultima partita, come raccontato su Rugbypass, c’è chi è rimasto sull’isola, come Scott van Breda che lavora come manager di banca. Chi si è trasferito in altre squadre come Ben Woollett che ha firmato un accordo con i Leicester Tigers. Oppure chi, come Peter Sullivan, è rimasto senza squadra, anche a causa di un infortunio che non lo ha certamente aiutato quando si è ritrovato improvvisamente sul mercato.

Con 25 sconfitte consecutive tra il 2023 e il 2024 i Falcons sono arrivati ultimi per due stagioni di fila senza retrocedere in RFU Championship. Proprio in Inghilterra dove sono sempre attenti alle sconfitte degli altri e alla competitività dei tornei internazionali. Fonte: BBC Sports

Le novità della riforma

La RFU ha individuato due obiettivi principali per la riforma della sua serie cadetta:

  1. Garantire la sostenibilità finanziaria: Costruire club solidi e legati al territorio, capaci di generare entrate stabili attraverso sponsorizzazioni, ticketing e programmi di sviluppo comunitario.
  2. Favorire la crescita dei giovani talenti: Offrire un campionato competitivo dove i giocatori più giovani possano trovare continuità e prepararsi per i massimi livelli.

Standard operativi minimi (MOS)

Ma quali sono questi standard di cui è chiesto il rigido rispetto? Ebbene si tratta dei Minimum Operation Standards (MOS, o Standard Operativi Minimi in italiano) che devono obbligatoriamente essere in regola entro l’inizio della prossima stagione. Questi standard abbracciano sei categorie principali che abbiamo riassunto qui di seguito in quattro punti:

  • Amministrazione, management e situazione finanziaria: ogni club deve essere in grado di dimostrare la propria stabilità finanziariaOgni club deve essere in grado di coprire con personale adeguato alcuni ruoli societari fondamentali quali CEO, DoR, HoR, Welfare Lead e così via.
  • Strategia di sviluppo del club e delle infrastrutture. Nel caso degli stadi la società deve indicare lo stadio di casa scelto, la capacità in termini di pubblico e un piano quadriennale per l’espansione fino a 10.000 posti a sedere. 
  • Standard commerciali, sportivi e medici: ogni club deve assicurare standard minimi riguardanti il perimetro del campo, la presenza social, lo staff, gli spogliatoi. Dagli spogliatoi al campo, passando per il web, ogni dettaglio dovrà rispettare criteri di alto livello (come la capacità di gestire la tecnologia Hawk-Eye per monitorare le concussion in tempo reale).
  • Community ed engagement: Ogni club deve supportare una comunità con i relativi programmi volti allo sviluppo della stessa. I club saranno tenuti a sviluppare progetti con le comunità locali, coinvolgendo giocatori e staff in attività formative, promozionali e benefiche. Tutti i contratti dei giocatori full time dovranno prevedere almeno 5 ore settimanali da dedicare alle attività commerciali e della community.

Bisogna sottolineare la maggiore elasticità rispetto al passato. Le tempistiche si baseranno su un ciclo di tre/quattro anni così da poter progettare i cambiamenti in maniera sostenibile. Tuttavia, se osserviamo la lista delle squadre presenti in questa stagione nel Championship, salta all’occhio l’impietoso divario strutturale con le squadre di Premiership. Riusciranno davvero questi club ad investire tanti soldi nell’ampliamento degli stadi? Converrà farlo qualora la società non sia in grado di costruire un roster che sappia puntare alla salvezza? O dovranno scegliere tra le due opzioni? Sono tutte domande che al momento non hanno risposta.

Un breve schema delle novità del RFU Championship 25/26

Simon Gillham: un nome, una garanzia

Alla guida della nuova serie cadetta ci sarà una commissione composta da:

  • 3 membri provenienti dalla RFU;
  • 3 rappresentanti dei club di Championship;
  • 1 presidente di commissione indipendente.

Alla guida del nuovo ente ci sarà Simon Gillham, uomo di rugby con un passato di successo in Top14 e in Pro D2. In Francia è stato anche vice presidente esecutivo del CA Brive. La scelta ha ottenuto il supporto pubblico sia di Nick Johnston, Chief Executive di Coventry, che dei London Scottish, dando ulteriore credito al lavoro alla scelta fatta dalla federazione inglese.

Tra i primi compiti di Gillham ci sarà anche la gestione dei fondi extra che la federazione inglese metterà a disposizione per il primo anno di assestamento. Oltre alla cifra ricevuta annualmente dalla RFU pari a € 1.900,000 circa, saranno versati nelle casse delle squadre altri € 3.100,000 circa. Questi ulteriori fondi saranno vincolati allo sviluppo della parte commerciale e nello sviluppo dei giocatori in modalità che ancora devono essere chiarite.

La nomina di Gillham come presidente indipendente è arrivata l’11 novembre 2024 con effetto immediato. Guiderà la riforma del RUGBY UNION inglese partendo dalla tier 2 league. Fonte: The Cornish Stuff

Il ruolo delle comunità

Le comunità saranno fondamentali per la creazione di una base su cui costruire dei club solidi e capaci di sostentarsi autonomamente. Per sostentarsi il club dovrà entrare nel tessuto sociale e imprenditoriale del territorio, attraverso operazioni di marketing, attività commerciali e di beneficenza. 

Le relazioni con le community sono gestite attraverso delle fondazioni che organizzano eventi e raccolte fondi. Per esempio in favore delle fasce più deboli, delle parti di società poco rappresentate come le minoranze etniche, o quelle pensate per aiutare i più giovani ad avere un futuro attraverso lo studio e lo sport. Dal punto di vista tecnico ci sono i camp che portano i giocatori di club in giro per le società sportive più piccole.

Una delle fondazioni benefiche legate al rugby più note è la 4Ed foundation. Nata come una gara ciclistica tra i giocatori di Gloucester e gli ex compagni di club di Ed Slater, seconda linea inglese a cui è stata diagnosticata la Sclerosi laterale amiotrofica. 4Ed oggi aiuta e supporta anche altre famiglie colpite da questa malattia con l’attiva partecipazione del club. Inoltre, a partire dalla stagione 2022-2023 quando Cherry & White e Tigers si incontrano in campionato, mettono in palio la Slater Cup.

Da un punto di vista delle infrastrutture, oggi, in qualsiasi sport, uno stadio non può più essere pensato unicamente come polo sportivo: deve saper rispondere alle esigenze quotidiane delle persone che vivono nella regione. Supermercati, ristoranti, centro congressi, luoghi per concerti e fiere, hotel e così via. Ma anche – e soprattutto – nuovi posti di lavoro. Gli impianti dovranno quindi essere multifunzionali e ripensati per essere operativi 365 giorni all’anno.

Le fenici del rugby inglese

A due anni dal loro fallimento London Wasps, Worcester Warriors e London Irish, hanno fatto richiesta per poter far parte della nuova tier 2 league. Mentre gli Exiles restano leggermente indietro in questa corsa, Wasps e Warriors hanno le maggiori chance di entrare sin da subito nel nuovo Championship. C’è un nome dietro alla rinascita di questi due club ed è quello di Christopher Holland.

Tramite la Loxwood Holdings, società con sede a Kidlington nell’Oxfordshire, detiene la proprietà dei London Wasps e il 97% delle azioni degli Warriors. Questo stock di azioni è stato acquistato per utilizzare il Sixways Stadium di Worcester come stadio di casa per i Gialloneri nel tentativo di evitarne la chiusura definitiva. L’operazione, che ha visto la Loxwood aiutare finanziariamente Atlas, la società detentrice dei diritti dei Warriors, non ha evitato lo spauracchio dell’ amministrazione controllata. Imprevisti a parte, i due club sembrano poter garantire la propria solidità, rendendo pronta la RFU a riabbracciarle nel rugby di alto livello.

Solo pochi mesi fa la stessa RFU era assestata su posizioni diametralmente opposte a quelle di oggi. Una posizione riassumibile dalle parole di Jonathan Shankland, board director dei London Welsh, che ha definito “sportivamente ingiusta” una riammissione dei Wasps direttamente dalla categoria cadetta. Forse come risposta per quietare gli animi, forse come semplice provocazione, in quei giorni era apparsa su molti giornali l’ipotesi dei Wasps come franchigia in URC. Un progetto poi finito nel dimenticatoio tanto velocemente come era emerso, non appena le polemiche si sono acquietate.

I London Wasps

Fondato nel 1867 da un gruppo di scissionisti degli Harlequins, il Wasps Football Club ha vinto dodici titoli inglesi, due EPCR Champions Club nel 2004 e nel 2007, separate da una Challenge Cup nel 2003. Tra le sue fila hanno giocato giocatori del calibro di Lawrence Dallaglio, campione del mondo nel 2003, e gli azzurri Andrea Masi, Paolo Odogwu e un giovane Tommaso Allan.

Tuttavia, problemi finanziari e una gestione disastrosa hanno portato il club al fallimento nel 2022. Ora, grazie a nuovi investitori e un piano per costruire uno stadio a Swanley, nel Kent, i Wasps puntano a ritrovare il loro posto tra i grandi del rugby. Il fallimento del club ha finito per lasciare senza lavoro 167 persone tra giocatori e staff. Tra questi c’è Kate Alder, ex centro della Wasps Ladies FC, che oggi lavora a tempo pieno come recruiter.

Nell’ottobre 2022 i Wasps hanno giocato la loro ultima partita in Premiership contro Northampton. Questa squadra storica del rugby inglese potrebbe tornare in Championship dopo anni di inferno e purgatorio. Ma è giusto farli rientrare direttamente ai piani alti senza che si guadagnino le promozioni sul campo?

Il ritardo dei London Irish

Al termine di una stagione positiva in campo terminata ad un passo dalle semifinali di Premiership, nel 2023 anche i London Irish sono finiti in amministrazione controllata. Ad occuparsi dell’ ex club di Kieran McCarthy sono così giunti in sede Lee Manning e Simon Jagger di ReSolve, con il compito di pagare gli arretrati ai creditori più fragili come giocatori, staff e club con cui vi erano accordi legati a trasferimenti di mercato.

Dopo un periodo di buio totale, si era fatta avanti una cordata di imprenditori raccolti sotto la guida di Eddie Jordan, fondatore a inizio Anni 90 del team di F1 Jordan Gran Prix, con una timida manifestazione di interesse nei confronti degli Exiles e del rugby union.

Ma è la Hokulani Limited, una società di investimento diretta dal tedesco Daniel Tomas Loitz, ad avere maggiori chance di far risorgere il club. Pur essendo stato accostato all’ acquisto di una quota di minoranza del Skenderbeu Korce, una squadra esclusa per dieci anni da tutte le competizioni UEFA per aver truccato alcune partite, la RFU lo considera affidabile (sic). Loitz risulta attualmente alla guida di tre diverse aziende: la già citata Hokulani, la Geheimbund Music Ltd e la Hot Air Ballon Media Ltd. 

Le connessioni tra Loitz e le varie aziende sono riportate su NorthData.com

Sul piatto ha messo all’incirca € 24.000.000 per coprire i debiti accumulati dalla precedente gestione e, proprio come per i Wasps, avrebbe già individuato la nuova casa del club. Ora, al di là delle tempistiche e della reale fattibilità di questo acquisto, ci sarà da vedere l’affidabilità delle sue finanze.

Conclusioni

La riforma del RFU Championship non è solo un passo avanti per il rugby inglese, ma un’opportunità per ripensare il futuro del rugby. Con nuovi standard e squadre storiche pronte a rientrare, il campionato potrebbe diventare un modello di sostenibilità e sviluppo. Questo però potrà avvenire solo se i controlli verranno effettuati con efficacia parallelamente a una maggiore flessibilità nei confronti dei club più piccoli. Wasps, Irish e Warriors sono pronti a tornare, riaccogliere i propri fan e farci divertire, nella speranza che sia davvero in arrivo una seconda categoria di qualità.

Tra questo mese e l’inizio del 2025, la palla passerà nel campo della RFU: il rugby inglese è pronto a crescere, radici ben salde e rami verso il cielo o, quanto meno, se proprio non possiamo essere poetici, verso la sostenibilità finanziaria.

FAQ: i punti chiave della riforma.

Cosa sono i Minimum Operation Standards (MOS)?
I MOS sono una serie di criteri finanziari, infrastrutturali e sportivi che i club devono rispettare per partecipare al nuovo RFU Championship.

Cosa cambierà per le promozioni in Premiership?
Dal 2025/2026, il sistema di promozione continuerà a basarsi sui meriti sportivi e sul rispetto degli standard ma con una maggiore elasticità, limitando le restrizioni che hanno penalizzato club come i Jersey Reds.

Chi è Simon Gillham?
Simon Gillham è il nuovo presidente indipendente della commissione che guiderà il RFU Championship. La sua esperienza nel rugby francese lo rende una figura chiave per il successo della riforma.

Quante squadre parteciperanno al nuovo Championship?
Il campionato si espanderà da 12 a 14 squadre, includendo nuove realtà e, probabilmente, squadre storiche come i Wasps.

Come verranno finanziati i club?
Oltre ai contributi annuali da parte della RFU, il primo anno saranno disponibili fondi straordinari per migliorare infrastrutture, attività commerciali e i programmi di sviluppo dei giocatori. Da qui in poi i club dovranno ricavare i fondi necessari dalla propria community e dal territorio.

Perché la riforma è importante per i giovani giocatori?
Offrirà un campionato più competitivo e strutturato, favorendo la crescita e la preparazione dei giovani talenti per la Premiership e la nazionale.

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